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Caffè Scorretto – Il paziente inglese Fabio Leoni
Trump è così inviso alla grande maggioranza degli esseri umani – ai mammiferi in genere, in realtà, ma pare sia in calo anche fra i rettili – che ogni volta che attacca un leader straniero, quello in patria risale nei sondaggi. È meglio del cortisone: un suo post ostile su X rianima anche la popolarità più rantolante.
Giusto per dire che razza di leader è stato Keir Starmer: con lui non ha funzionato. La sua premiership – decente su alcuni temi di politica estera, dal sostegno a Kiev alla ragionevolezza nel dialogo post-Brexit con l’Europa – nei fatti britannici è sembrata un film di Dario Argento interpretato da Lino Banfi, una sequela di spaventi improvvisi e torte in faccia, crolli disastrosi ed episodietti meschini.
Inutile chiedersi ora, e soprattutto qui, se fosse prevedibile, se il colpevole sia lui con la sua plumbea mediocritas oppure il Labour che non gliel’aveva diagnosticata, o magari il sistema elettorale britannico. Ma una speranza si potrà formulare: che ora a sinistra, nella nostra sinistra, non si cinguetti alla “lezione inglese” e si indichi pensosi il “modello Burnham”, se il davvero il prossimo leader laburista dovesse confermarsi potabile ed efficace come sembra.
Intanto suona provinciale questo proiettare i fatti altrui sulle partitelle a scacchi di casa nostra. E poi (citofonare Zapatero e Schroeder, o al faccendiere Blair) pare porti pure jella.
Celestino Tabasso
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