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Gianna Masu è la prima donna sindaca di Tempio Pausania Giuseppe Valdes
Gianna Masu è la nuova sindaca di Tempio Pausania, diventando la prima donna a guidare il Comune gallurese. Una vittoria netta, arrivata al termine del ballottaggio contro il sindaco uscente Gianni Addis e accolta da una grande festa nelle strade della città sulle note della celebre “Gianna” di Rino Gaetano. A commentare il risultato è stato Giuseppe Meloni, giornalista de L’Unione Sarda, che ha analizzato gli elementi più significativi di una consultazione elettorale che ha sorpreso molti osservatori politici.

Secondo Giuseppe Meloni, il principale elemento di novità è rappresentato proprio dalla figura di Gianna Masu. La neo sindaca partiva infatti da una posizione tutt’altro che favorita in una competizione che vedeva la presenza di candidati molto conosciuti e con una lunga esperienza amministrativa.
Il successo di Masu rappresenta una delle sorprese più rilevanti delle elezioni comunali in Sardegna, soprattutto considerando il risultato del primo turno. Al ballottaggio, infatti, è riuscita a recuperare il distacco accumulato nei confronti del sindaco uscente Gianni Addis, conquistando la guida della città con un margine significativo.
Particolarmente rilevante è stato anche il confronto con Andrea Biancareddu, figura storica della politica gallurese ed ex sindaco, consigliere e assessore regionale, che al primo turno era considerato tra i candidati più accreditati.
«Pochi avrebbero pronosticato la sua presenza al ballottaggio e ancora meno una vittoria così netta», ha osservato Meloni, sottolineando come il secondo turno abbia premiato la richiesta di cambiamento espressa dall’elettorato tempiese.
Gianna Masu ha 61 anni ed è dirigente comunale a Olbia. La sua candidatura è stata sostenuta da una lista civica che ha raccolto consenso trasversale tra elettori provenienti da diversi orientamenti politici.
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati durante la campagna elettorale riguarda la sua esperienza nella gestione dei finanziamenti europei e dei fondi comunitari, una competenza considerata strategica per lo sviluppo dei territori e per la crescita delle amministrazioni locali.
La nuova sindaca viene riconosciuta come una delle figure più esperte nel campo della progettazione e dell’utilizzo delle risorse europee, avendo collaborato nel corso degli anni con diverse istituzioni e amministrazioni pubbliche.
Proprio questa competenza potrebbe rappresentare uno degli elementi chiave del suo mandato, in una fase in cui i Comuni sono chiamati a intercettare risorse nazionali ed europee per sostenere investimenti e servizi.
Tempio Pausania ha sperimentato per la prima volta il sistema del ballottaggio. La novità è legata al ruolo della città come capoluogo della rinata Provincia Gallura Nord-Est Sardegna. Pur non superando la soglia dei 15 mila abitanti, la normativa consente infatti l’applicazione del doppio turno nei comuni capoluogo di provincia.
Il ballottaggio ha introdotto una dinamica elettorale nuova per l’elettorato tempiese, favorendo alleanze, spostamenti di consenso e ribaltoni che al primo turno sembravano difficili da immaginare.
Secondo Meloni, questa nuova modalità di voto ha contribuito in maniera significativa al risultato finale, permettendo a Gianna Masu di intercettare il consenso degli elettori dei candidati esclusi dalla corsa finale.
L’elezione di Gianna Masu assume un valore ancora più significativo se inserita nel quadro generale della rappresentanza femminile nelle amministrazioni locali sarde. Nonostante alcune riconferme importanti, come quelle delle sindache di Santa Teresa Gallura e San Teodoro, la presenza femminile alla guida dei Comuni continua a essere limitata.
In Sardegna le donne sindaco rappresentano ancora una percentuale compresa tra il 13% e il 15% del totale dei 377 comuni dell’isola, un dato che evidenzia come il percorso verso una piena rappresentanza sia ancora lungo.
Giuseppe Meloni ha sottolineato come i risultati ottenuti negli ultimi anni nei consigli comunali e nelle assemblee elettive siano stati favoriti anche da strumenti come la doppia preferenza di genere.
«La crescita della presenza femminile nelle istituzioni dimostra che alcune misure hanno prodotto effetti concreti. Quando però si tratta di scegliere i candidati sindaco, le forze politiche continuano spesso a privilegiare figure maschili», ha evidenziato il giornalista.
Se il numero delle sindache resta contenuto, i dati mostrano una situazione differente per quanto riguarda gli incarichi amministrativi. Attualmente in Sardegna le donne ricoprono circa il 32% delle cariche di vicesindaco e raggiungono il 44% delle posizioni da assessore comunale.
Si tratta di numeri che evidenziano una crescita costante della presenza femminile nei ruoli di governo locale, favorita anche dalle normative che promuovono l’equilibrio di genere nelle giunte comunali.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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