Nelle notti del 10 maggio e 10 ottobre 2024, l’aurora ha illuminato i cieli della Sardegna, un evento eccezionale che non si verificava da 1848. I caratteristici filamenti luminosi, visibili a occhio nudo, hanno regalato uno spettacolo unico, rendendo quest’anno memorabile per gli appassionati di astronomia e non solo. I fenomeni astronomici del 2024 raccontati dall’astrofisico Manuel Floris, direttore scientifico de Il Planetario de L’Unione Sarda.

L’aurora polare, generalmente osservabile in prossimità dei poli, si è manifestata in Sardegna grazie a un’intensa attività solare. Le notti del 10 maggio e 10 ottobre hanno offerto un cielo limpido, privo della luce della Luna, permettendo di ammirare questo fenomeno in tutta la sua bellezza. Storicamente, un evento simile non si registrava dal 1848, rendendo la doppia aurora del 2024 un avvenimento di portata storica.
Le immagini catturate dagli osservatori locali, come quelle scattate da Giorgia Sanna alla torre di Marceddì, testimoniano l’emozione di chi ha potuto assistere a questo raro spettacolo. L’intensità dell’aurora registrata a ottobre ha raggiunto il suo apice, regalando ai sardi uno scenario mozzafiato che difficilmente sarà dimenticato.
Il fenomeno dell’aurora polare ha origine nel Sole. Le macchie solari, zone scure sulla fotosfera scoperte da Galileo Galilei, sono causate da intensi campi magnetici. Queste regioni più fredde e temporanee possono generare brillamenti solari, potenti esplosioni di energia che accelerano particelle cariche.
Quando queste particelle raggiungono la Terra, il nostro campo magnetico agisce come uno scudo, ma in caso di brillamenti particolarmente intensi, parte di esse entra nell’atmosfera. Qui, interagendo con i gas atmosferici, danno vita ai meravigliosi filamenti luminosi delle aurore. Nel 2024, il massimo del ciclo solare ha favorito due espulsioni di cariche elettriche così intense da rendere possibile l’osservazione dell’aurora anche a basse latitudini come quelle sarde.
Oltre alle spettacolari aurore, il 2024 ha regalato agli osservatori la visione della cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS, visibile a occhio nudo il 12 ottobre. Per più di dieci giorni, questa cometa luminosa ha decorato i cieli notturni, offrendo un’opportunità unica di osservarla anche con semplici smartphone.
Era da quattro anni che non si assisteva a una cometa così brillante. Sebbene visibile solo vicino all’orizzonte, molti appassionati hanno avuto la possibilità di fotografarla e ammirarla prima che si allontanasse definitivamente dal Sole.
Il 2024 non è stato solo l’anno della doppia aurora e della cometa, ma anche un periodo di grande fervore per l’osservazione astronomica e l’esplorazione spaziale. L’uomo si prepara a tornare sulla Luna, mentre Marte e altri fenomeni celesti si avvicinano all’orizzonte del 2025. Tra gli eventi più attesi per l’anno che verrà, ci sono il passaggio ravvicinato di Marte e l’apparizione della Nova T-Coronae Borealis, che potrebbe mostrarsi per la prima volta dopo 80 anni. Il cielo del 2024 ha ricordato, ancora una volta, quanto siano sorprendenti i fenomeni astronomici, segnando un anno indimenticabile per tutti coloro che volgono lo sguardo verso le stelle.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 26-12-2024
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