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Festival Internazionale Nuova Danza, spettacoli e performance a Cagliari Veronica Fadda, Cristiana Camba
La 44ª edizione del Festival Internazionale Nuova Danza (FIND) porta la danza contemporanea fuori dai teatri e nei luoghi della quotidianità, trasformando Cagliari in un palcoscenico diffuso aperto a cittadini, visitatori e appassionati. Performance sugli autobus, interventi nelle vetrine dei negozi, spettacoli teatrali, residenze artistiche e incontri con compagnie internazionali caratterizzano il programma del 2026. A raccontare la filosofia della manifestazione è Cristiana Camba, direttrice artistica del festival, che sottolinea la volontà di avvicinare il pubblico a nuove forme di espressione artistica: «La nostra volontà è proprio quella di andare incontro al pubblico e accompagnarlo a un’esperienza artistica assolutamente unica».

Dalla Bastione di Saint Remy agli autobus del trasporto pubblico, dalle vetrine commerciali di via Manno e via Garibaldi fino ai palcoscenici del Teatro Carmen Melis e del Teatro Adriano, il Festival Internazionale Nuova Danza costruisce un percorso artistico che attraversa diversi spazi della città. La manifestazione si concluderà con gli appuntamenti previsti all’ex Manifattura Tabacchi, ampliando ulteriormente il dialogo tra danza contemporanea e contesto urbano. L’obiettivo è superare i confini tradizionali dello spettacolo e rendere l’arte accessibile anche a chi non frequenta abitualmente i teatri. Come spiega Camba, «Abbiamo creato un programma in modo da dare proprio un’idea di quello che la danza contemporanea offre oggigiorno nel mondo».
Il programma del FINN 2026 si distingue per la presenza di artisti e compagnie provenienti da diversi Paesi, con uno sguardo rivolto alle molteplici espressioni della danza contemporanea internazionale. Tra le presenze già coinvolte figurano compagnie europee provenienti dalla Slovenia e dalla Spagna, mentre tra gli appuntamenti successivi trova spazio anche una formazione francese. Accanto agli ospiti stranieri, il festival riserva un ruolo importante agli artisti italiani e alle realtà del territorio. Una scelta che riflette la volontà di costruire un confronto tra linguaggi coreografici differenti, senza trascurare le opportunità di crescita per la scena nazionale e regionale. La direttrice artistica ribadisce: «Non dimentichiamo mai le compagnie italiane, tantomeno quelle sarde».
La valorizzazione della danza contemporanea sarda rappresenta uno degli elementi che caratterizzano il percorso del Festival Internazionale Nuova Danza fin dalle prime edizioni. Per Camba, infatti, è fondamentale garantire agli artisti locali occasioni concrete per presentare il proprio lavoro e confrontarsi con il panorama internazionale. La presenza di una componente territoriale all’interno della programmazione contribuisce a mantenere vivo il legame tra il festival e la comunità, favorendo al tempo stesso la circolazione di idee, esperienze e nuove proposte coreografiche. Un impegno che risponde anche alle difficoltà incontrate da chi opera nel settore della danza. Come afferma la direttrice artistica, «L’elemento sardo è sempre presente nelle nostre edizioni, fin dalle primissime, perché crediamo che sia importante anche per i nostri conterranei avere un giusto palcoscenico dove esprimersi artisticamente».
Uno degli aspetti più originali del festival è rappresentato dalle performance urbane a sorpresa, realizzate negli autobus delle linee CTM e nelle vetrine dei negozi di via Manno e via Garibaldi. Gli interventi, concepiti per sorprendere le persone durante le normali attività quotidiane, trasformano luoghi di passaggio e spazi commerciali in ambienti temporanei di creazione artistica. Gli orari non vengono comunicati integralmente in anticipo, così da preservare la spontaneità dell’incontro tra danzatori e pubblico. Le reazioni possono essere diverse: dalla sorpresa iniziale alla curiosità, fino alla partecipazione emotiva e alla ricerca di un significato personale. Camba sottolinea proprio il valore di questa imprevedibilità: «Questa è la poesia e la caratteristica principale dell’arte, che dà a tutti noi un modo molto personale di vedere le cose e di interpretarle».
Portare la danza fuori dai luoghi convenzionali significa anche mettere in discussione le abitudini con cui il pubblico si avvicina allo spettacolo dal vivo. Una performance che compare inaspettatamente su un autobus può inizialmente disorientare, soprattutto chi associa la danza esclusivamente alla dimensione teatrale. Proprio questo spaesamento, tuttavia, diventa parte dell’esperienza: l’incontro inatteso invita a osservare la quotidianità da una prospettiva differente e a confrontarsi con linguaggi artistici non familiari. Secondo la direttrice artistica, i cittadini cagliaritani dimostrano una particolare capacità di entrare in relazione con queste iniziative. «I cagliaritani sono fantastici perché riescono veramente a trovare e a dare significato a qualsiasi performance artistica», osserva Camba, evidenziando il valore del coinvolgimento diretto della comunità.
Accanto agli spettacoli e alle incursioni urbane, il Festival Internazionale Nuova Danza propone masterclass, laboratori e percorsi di formazione, con iniziative rivolte anche ai più giovani. Un ruolo significativo è affidato alle residenze artistiche, che permettono ai danzatori e ai coreografi di sviluppare i propri progetti prima di presentarli al pubblico. Tra le collaborazioni citate da Cambala figura quella con l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, oltre a un rapporto con l’Accademia Susanna Beltrami. Il progetto offre a due studenti di coreografia la possibilità di trascorrere un periodo di residenza e presentare il lavoro realizzato nell’ambito del festival. Un’esperienza che unisce ricerca, formazione e confronto professionale. Come spiega Camba, il programma prevede «un periodo di residenza di due studenti della scuola di coreografia che poi presentano al festival il loro lavoro».
La parte conclusiva della manifestazione comprende una programmazione articolata tra proposte nazionali, artisti locali e ospiti internazionali. Tra gli appuntamenti illustrati nell’intervista figura una serata al Teatro Adriano con una compagnia abruzzese, il solo di una giovane coreografa e danzatrice, una proposta firmata da Alessandro Holla e il lavoro di due giovani artisti coinvolti nel programma di residenza. È inoltre annunciata la presenza della compagnia francese Dernier Minute, diretta da Pierre Rigal. Il calendario prosegue con gli appuntamenti conclusivi previsti all’ex Manifattura Tabacchi e con le iniziative in programma fino al 31 ottobre. Camba evidenzia la varietà delle proposte, spiegando che il festival vuole offrire al pubblico «un’idea di quello che la danza contemporanea offre oggigiorno nel mondo».
La 44ª edizione del Festival Internazionale Nuova Danza conferma la centralità dell’incontro tra danza contemporanea, spazio pubblico e comunità. Attraverso compagnie internazionali, artisti italiani e sardi, progetti di formazione e performance fuori dai teatri, la manifestazione propone una visione dell’arte capace di inserirsi nella vita quotidiana e di creare occasioni di scoperta. Il pubblico non è soltanto spettatore, ma parte di un’esperienza che si sviluppa in luoghi e momenti inaspettati, favorendo nuove interpretazioni della realtà. È questa la direzione indicata da Cristiana Cambala, che riassume la missione del festival nella volontà di avvicinare le persone alla danza: «La nostra volontà è proprio quella di andare incontro al pubblico e accompagnarlo a un’esperienza artistica assolutamente unica».
Intervista a cura di Veronica Fadda
Caffè Corretto del 23-10-2026
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