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Giornata della memoria, il progetto del liceo De Sanctis

today27 Gennaio 2025 366 31 5

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Il progetto del liceo De Sanctis per la Giornata della Memoria

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    Giornata della memoria, il progetto del liceo De Sanctis Fabio Leoni

Oggi, 27 gennaio, si celebra la Giornata Internazionale della Memoria. Durante il Novecento si sono verificati orrori innescati dai regimi totalitari del nazifascismo. In un’epoca storica segnata da pulsioni negazioniste, è fondamentale ricordare, riflettere e parlare di queste tragedie affinché non si ripetano. Tuttavia, ciò che accade nel mondo attuale, anche vicino a noi, rende necessario un dialogo costante, soprattutto nelle scuole. Da questa esigenza nasce un progetto educativo volto a sviluppare una coscienza critica, capace di contrastare le dinamiche che hanno portato a simili atrocità. Ospiti ai microfoni di Radiolina la Franca Rita Porcu giornalista di Unione Sarda e  professoressa del liceo de Sanctis di Cagliari insieme a Martina Camplani, studentessa.

Immagine rappresentativa (Pixabay)

Il progetto del liceo de Sanctis per la Giornata della Memoria

Il cuore del progetto, è un podcast di sette episodi, in cui si esplorano genocidi noti e meno noti della storia. Il primo episodio definisce il concetto di genocidio, analizzando i processi psicologici e sociologici che portano alla de individuazione e de umanizzazione. Questi meccanismi, conosciuti come i bias cognitivi, sono quelli che  spingono l’individuo a non riconoscere l’umanità nell’altro, rendendo accettabile persino lo sterminio. Tra i genocidi trattati spiccano la Shoah, il Porrajmos (lo sterminio dei rom e sinti), il genocidio degli armeni, quello dei nativi americani e il massacro in Rwanda. Gli episodi includono interviste con esperti come Luca Bravi e Clarissa Beganovic, che hanno approfondito temi cruciali come il diritto all’istruzione negato alle minoranze e la discriminazione.

La visione degli studenti

Il progetto, che conta la partecipazione di più di 150 studenti, è uno strumento e opportunità molto importante per i giovani. Sottolinea Martina Camplani:  “Ricordare tutti i genocidi ci aiuta a comprendere quanto sia fondamentale vedere la diversità come un valore. La de umanizzazione di un popolo inizia con il disprezzo per le differenze, ma il dialogo e la conoscenza reciproca possono fermare questo processo.

Franca Rita Porcu, professoressa del liceo de Sanctis di Cagliari insieme a Martina Camplani, studentessa negli studi di Radiolina

Da cosa nasce l’odio per gli uomini?

Il tema principale che è stato il punto di partenza di questo progetto è proprio capire come nasce l’odio verso l’uomo. Questo può essere ricondotto alla tendenza umana a identificarsi con un gruppo e a percepire gli altri come inferiori. Il processo, noto come in-group/out-group, porta a svalutare il “diverso” e a attribuirgli caratteristiche negative. Il passo successivo è la deumanizzazione: il gruppo estraneo viene associato a tratti animali ripugnanti, giustificando così violenze e persino stermini. Lo stesso Adolf Hitler, nel Mein Kampf, paragonava gli ebrei a scarafaggi, giustificando così il loro sterminio. Questi errori di pensiero, noti come bias cognitivi, sono insidiosi perché possono colpire chiunque, anche le persone più colte o razionali. Combatterli richiede consapevolezza e dialogo.

Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 27-01-2025

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