Il Premio Maria Carta e il legame con la comunità di S’Aspru Radiolina
Padre Stefano Gennari, collaboratore di Mondo X Sardegna insieme a padre Morittu, racconta il legame tra la comunità S’Aspru di Siligo e il Premio Maria Carta, appuntamento al quale partecipa ormai da sette anni. La comunità, impegnata nel recupero dalle dipendenze, vive infatti nel territorio di Siligo e partecipa alle iniziative culturali e sociali della comunità locale: «Diventa occasione anche per noi per poter venire qui e godere di questa realtà», spiega Padre Gennari, sottolineando il valore della cultura e della partecipazione alla vita del territorio.

All’interno della comunità sono attualmente presenti 20 ragazzi, impegnati in percorsi legati a diverse forme di dipendenza. Le problematiche riguardano soprattutto sostanze come eroina, cocaina e alcol, ma negli ultimi anni stanno crescendo anche ludopatia e dipendenze legate all’utilizzo di smartphone, computer, internet e social network: «C’è sicuramente una crescita molto forte in tutto l’aspetto della ludopatia, del gioco, soprattutto d’azzardo, legato fondamentalmente all’utilizzo del cellulare», racconta. Un altro elemento sempre più evidente è la polidipendenza, con più forme di dipendenza presenti contemporaneamente nella stessa persona.
L’obiettivo della comunità è accompagnare chi chiede aiuto in un percorso capace di restituire autonomia e consapevolezza: «Cerchiamo fondamentalmente di riportare la persona che ci chiede aiuto all’interno di un percorso per riprendere in mano la propria vita», spiega Padre Gennari. Il lavoro educativo si sviluppa attorno a tre grandi dimensioni: la conoscenza di sé, il lavoro e la cultura. Attraverso la rielaborazione della propria storia, l’attività lavorativa e il rapporto con gli altri, il percorso punta a costruire nuovi strumenti per affrontare la vita quotidiana. Anche la partecipazione al Premio Maria Carta rappresenta, in questo senso, un momento di apertura e di crescita culturale.
La quotidianità a S’Aspru è organizzata attraverso diverse attività che coinvolgono direttamente i ragazzi. Ci sono l’orto, un piccolo caseificio, la cucina e il lavoro con gli animali, tra pecore, mucche e maiali. Il lavoro non viene inteso soltanto come acquisizione di competenze professionali, ma come strumento educativo: «Il lavoro non tanto per acquisire un mestiere, ma il lavoro per lavorare in realtà poi su se stessi e in relazione con gli altri», sottolinea. Accanto alle attività pratiche trovano spazio momenti educativi e dinamiche comunitarie, fondamentali per sviluppare interiorità, autonomia e capacità relazionali.
Il percorso della comunità viene seguito da una squadra composta da padre Salvatore e padre Stefano Gennari, affiancati da sei educatori, due psicologhe e uno psichiatra, oltre ai volontari impegnati nei diversi ambiti. Un lavoro multidisciplinare che accompagna le persone durante l’intera giornata e integra attività pratiche, educazione, relazione e riflessione personale. L’esperienza di S’Aspru mostra così come il recupero dalle dipendenze possa passare anche attraverso la costruzione di una quotidianità fatta di responsabilità, lavoro, cultura e relazioni.
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