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Is brebus: antiche parole magiche sarde contro il malocchio Cristian Asara e Enzo Asuni
Dal sardo all’italiano si traduce come “verbo” ma is brebus, nella tradizione popolare sarda, sono qualcosa di più. Non sono parole comuni, ma parole cariche di significati enormi, parole potenti dal potere ancestrale. La parola si trova anche all’interno di alcuni documenti d’epoca giudicale. Ad esempio in “torrare berbos”, che significa “rispondere”.
Si configura come una parola attiva, una parola che produce effetti. Queste parole sono antiche parole cariche di significati misteriosi e magia che vengono tramandate di generazione in generazione, di solito in ambito famigliare, e sono le donne a custodirne il segreto e la responsabilità. Queste donne si chiamano: “Abbrebadoras”. Sono pochissimi gli uomini a conoscerle.

Si possono utilizzare nell’ambito della medicina popolare, per guarire le persone e per difenderle da maledizioni e malefici e anche se all’interno si pronunciano Dio o i santi non si configurano come preghiere.
Sono una commistione di elementi che derivano dalla religione cristiana e di cifra pagana.
Il racconto in sardo de “Is brebus” sui profili social de L’Unione Sarda e di Sardegna1 a cura del giornalista Gianni Zanata che ogni mercoledì ci illumina sui modi di dire, le origini delle parole, leggende e qualche aneddoto sulla nostra meravigliosa cultura sarda.

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A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda nella rubrica Social Trends.