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La Gioconda cambia stanza all’interno del Museo del Louvre Fabio Leoni
La Gioconda, il capolavoro di Leonardo da Vinci, cambia stanza all’interno del Museo del Louvre. A partire dai prossimi mesi, per ammirarla sarà necessario accedere a una sala differente, con un biglietto aggiuntivo rispetto all’ingresso del museo. La decisione, annunciata dal presidente Macron, punta a migliorare l’esperienza dei visitatori e proteggere l’opera dall’affollamento eccessivo. Ospite ai microfoni di Radiolina Giorgio Pellegrini, professore dell’ Università di Cagliari e storico dell’arte.

L’eccessivo affollamento nei musei rappresenta una minaccia per le opere d’arte. L’elevata umidità, causata dal respiro di migliaia di visitatori, può danneggiare i dipinti nel lungo periodo. Inoltre, la presenza massiccia di persone aumenta il rischio di vandalismo, anche se la Gioconda è adeguatamente protetta. “Serve una fruizione umana e non sovrumana dei capolavori dell’arte“, sottolinea il professor Pellegrini, suggerendo che altri musei potrebbero adottare strategie simili. Il provvedimento è risultato necessario, seppur tardivo. La situazione nella sala che ospita la Gioconda è infatti ormai insostenibile.

Molti capolavori italiani sono esposti nei musei più importanti del mondo, dal Louvre al Prado, dalla National Gallery al MoMA. Riportarli in Italia è un’idea affascinante, ma utopistica. “L’Italia ha nutrito l’arte europea per secoli, ma il sistema museale italiano non è sempre all’altezza della conservazione e valorizzazione del patrimonio“, afferma l’esperto.
Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 31-01-2025
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