La storia di Maria Carta raccontata dalla voce di Lucia Budroni Radiolina
Una canzone nata dalla passione per la musica sarda e dall’incontro con la storia artistica di Maria Carta, trasformata in musica dalla penna di Massimo Fiorini e interpretata dalla voce di Lucia Budroni. È questo il progetto presentato durante il Premio Maria Carta, dove i due hanno raccontato a Radiolina la genesi del brano, realizzato nell’arco di quasi un anno e accompagnato da un videoclip girato a Siligo: «La canzone nasce perché io sono appassionato di musica sarda, in più Maria Carta mi è sempre piaciuta e mi sono incuriosito leggendo la sua biografia», racconta Massimo Fiorini, autore del brano.

L’idea di Massimo Fiorini è partita proprio dalla biografia dell’artista di Siligo. Il brano prova a racchiudere in pochi minuti alcuni momenti della sua vita e della sua carriera, con l’obiettivo di rendere omaggio a una figura fondamentale della musica e della cultura sarda: «È una sintesi praticamente della vita artistica di Maria. Certo, quattro minuti non puoi raccontare Maria, però noi ci abbiamo messo un pochino di tutto», spiega Fiorini. Per l’autore, inoltre, presentare la canzone proprio a Siligo assume un significato particolare: «Poi portarla qua, a casa sua, questa canzone per noi è il massimo».
A dare voce al brano è Lucia Budroni, che non si limita a cantare il testo, ma lo interpreta cercando di restituire attraverso la propria voce il significato della storia raccontata. È la stessa artista a sottolineare l’importanza del lavoro condiviso con Fiorini: «Noi siamo felici di aver presentato questo brano, appunto, scritto da Massimo Fiorini, che è qui presente e che ringrazio perché comunque ha curato dai testi alla realizzazione del videoclip», raccontano. Per Fiorini, proprio la capacità interpretativa della cantante è stata decisiva: «Lei non solo canta la canzone, ma la interpreta, te la fa vivere. È quello che mi piace molto di Lucia».
Il progetto non si è fermato alla registrazione del brano. La canzone è stata accompagnata da un videoclip realizzato in alcuni luoghi simbolici di Siligo, tra cui il Belvedere e il museo dedicato a Maria Carta: «Abbiamo registrato quassù, nel Belvedere di Siligo, in più nel museo», racconta Fiorini. Un lavoro reso possibile anche dalla collaborazione con Antonio Carta, segretario della Fondazione Maria Carta: «Dobbiamo ringraziare naturalmente la Fondazione Maria Carta che ci ha accolto, ci ha seguito nel videoclip».
La scelta di Siligo aggiunge così un ulteriore elemento al progetto, legando la musica ai luoghi della storia di Maria Carta e trasformando il videoclip in un omaggio non soltanto musicale, ma anche territoriale.
Per Lucia Budroni il nuovo brano si inserisce in un percorso artistico già lungo e ricco di esperienze. Da più di vent’anni, infatti, l’artista lavora anche al fianco di Giuliano Marongiu nello spettacolo Isole in festa, portando la musica e gli spettacoli nelle piazze della Sardegna: «Più di 20 anni che giro con Giuliano Marongiu e con lo spettacolo Isole in festa e quindi niente, siamo tutti i giorni in giro per le piazze della Sardegna praticamente», racconta Budroni. Un’esperienza che continua ancora oggi e che rappresenta una parte importante della sua attività artistica, accanto ai nuovi progetti discografici.
La realizzazione della canzone ha richiesto un percorso lungo e fatto di diversi passaggi. Dalla scrittura alla registrazione in studio, passando per le correzioni del testo e il videoclip, il progetto ha preso forma gradualmente: «Ci abbiamo messo quasi un anno a realizzare questo perché entriamo in studio, si scrive, poi a lei deve piacere anche lei, perché sennò non la canterebbe, e quindi correzioni qua e là, poi si va in studio, poi c’è stato anche il videoclip», spiega Fiorini.
Un processo nel quale autore e interprete hanno lavorato insieme per arrivare a una versione condivisa del brano: «È come una poesia, però è meglio la voce di Lucia Budroni», scherza Fiorini, ribadendo il ruolo centrale della cantante nella riuscita del progetto.
La collaborazione tra Lucia Budroni e Massimo Fiorini potrebbe proseguire anche oltre la canzone dedicata a Maria Carta. L’autore, infatti, ha già scritto altri brani per la cantante e lascia intravedere nuove possibilità per il futuro: «Massimo, devi sapere che una mente è sempre attiva», racconta Budroni parlando dei prossimi progetti. E aggiunge: «Non ha scritto per me solo questo brano, ma ha scritto anche altri brani, quindi probabilmente a breve ci saranno delle novità».
Il progetto presentato al Premio Maria Carta potrebbe quindi essere soltanto il primo capitolo di una collaborazione destinata a proseguire con nuove canzoni.
Accanto a Budroni e Fiorini, il brano e il videoclip hanno coinvolto diversi professionisti. Le musiche sono state affidate a Giovanni Budroni, mentre il mix e il mastering sono stati curati da Gabriele Deriu. Il montaggio del video è stato invece realizzato da Manfredi Sanna. Fiorini ha voluto sottolineare proprio il valore del lavoro di squadra, ringraziando tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
La canzone dedicata a Maria Carta nasce dunque dall’incontro tra la passione per la musica sarda, la storia di una delle sue interpreti più importanti e il lavoro di un gruppo di artisti e professionisti. Presentarla durante il Premio Maria Carta e accompagnarla con immagini realizzate a Siligo ha dato al progetto un significato ancora più forte: «Ringrazio tutto il pubblico presente, ringrazio tutte le persone che comunque ci hanno aiutato in questo progetto, tantissime», conclude Lucia Budroni, racchiudendo in queste parole il senso di un lavoro collettivo nato nel nome di Maria Carta.
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