Il 20 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale della solidarietà umana, istituita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Questa giornata pone l’accento su uno dei valori fondamentali e universali che devono guidare le relazioni tra i popoli. Una riflessione sulla giornata con le parole di Papa Francesco e Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e segretario CEI.

La Risoluzione delle Nazioni Unite che ha istituito questa giornata sottolinea come la solidarietà rappresenti un pilastro per affrontare sfide globali come povertà, disuguaglianza e violazioni dei diritti umani. È un richiamo all’importanza dell’unione e della cooperazione tra nazioni, comunità e individui per costruire un mondo più equo e giusto.
Papa Francesco, nelle sue riflessioni, ha dichiarato: “Solidarietà è lottare contro le cause strutturali della povertà, della disuguaglianza, della mancanza di lavoro, terra e casa, della negazione dei diritti sociali e lavorativi. È far fronte agli effetti distruttori dell’impero del denaro, come i dislocamenti forzati, le migrazioni dolorose, la tratta di persone, la droga, la guerra e la violenza. La solidarietà, intesa nel suo senso più profondo, è un modo di fare la storia.”
Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario della CEI, ha offerto una profonda riflessione sul tema della solidarietà. Ha sottolineato che “l’uomo si trova sempre in una situazione di bisogno, e il legame sociale garantisce che nessuno viva nella solitudine, dove i problemi diventano insormontabili.”
L’arcivescovo ha richiamato l’attenzione su temi come il lavoro, l’educazione e la povertà, sottolineando che molti giovani affrontano difficoltà che li portano a perdere il gusto della vita o a emigrare per cercare un futuro migliore. “La solidarietà introduce il tema della cura,” spiega, evidenziando come questa parola abbia nella sua radice il concetto di “osservare”.
La cultura della solidarietà è, infatti, strettamente legata alla cultura della cura. Imparare a osservare e a rispondere al grido di aiuto delle persone in difficoltà è un passo fondamentale per costruire una società più giusta. Come afferma Baturi, “prendersi carico dell’altro non solo dà senso alla vita, ma è anche un percorso verso la felicità.”
La Giornata internazionale della solidarietà umana diventa, quindi, un invito a essere un popolo unico, impegnato nella speranza di una vita più giusta e dignitosa per tutti. “La nostra vita deve essere parte di una rete di cura,” ha concluso l’arcivescovo, aggiungendo che la solidarietà richiede il coinvolgimento personale.
Tutti abbiamo qualcosa da dire e da dare. La solidarietà non è un concetto astratto, ma una responsabilità concreta che ci coinvolge come individui e come comunità. Questa giornata ci ricorda che, solo attraverso un protagonismo attivo, possiamo sperare di costruire un futuro più equo e solidale. La solidarietà è, quindi, una speranza per una vita migliore e un invito a rendere la nostra esistenza parte di una rete di cura per il bene comune.
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