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Midterm USA, Trump travolto dai democratici: il Congresso cambia colore Alessandra Ragas e Celestino Tabasso
Le elezioni di Midterm negli Stati Uniti consegnano una pesante sconfitta a Donald Trump, con i democratici che conquistano il controllo di Camera e Senato. Un risultato che rappresenta una bocciatura politica del presidente americano, diventato protagonista assoluto della campagna elettorale repubblicana. A commentare il risultato, durante un’intervista, è Celestino Tabasso, giornalista dell’Unione Sarda, che individua chiaramente il significato politico della consultazione. «Donald Trump ha chiesto agli elettori di votare come se sulla scheda ci fosse il suo nome», osserva, sottolineando come gli americani abbiano accolto quella richiesta trasformandola in una bocciatura.

Secondo Tabasso, la sconfitta repubblicana nasce principalmente da tre questioni che hanno progressivamente alimentato il malcontento degli elettori americani. L’aumento del costo della vita, la guerra in Iran e le controverse operazioni dell’ICE avrebbero pesato significativamente sull’orientamento del voto. Il conflitto ha inoltre aggravato le tensioni economiche, soprattutto attraverso le difficoltà nell’approvvigionamento petrolifero. Il giornalista critica duramente anche le politiche migratorie dell’amministrazione, definite incompatibili con uno Stato democratico. «Non erano operazioni di polizia», afferma Tabasso, riferendosi alle modalità utilizzate dagli agenti federali.
Tra i risultati più significativi delle elezioni americane spicca la vittoria di James Talarico in Texas, Stato tradizionalmente considerato una roccaforte repubblicana. Il democratico, 37 anni, ha sconfitto il repubblicano Ken Paxton, conquistando un seggio senatoriale che mancava ai democratici dal 1988. Un risultato particolarmente importante anche per le future strategie presidenziali, considerando il peso elettorale del Texas. Tabasso evidenzia inoltre le caratteristiche politiche del nuovo senatore, ex seminarista presbiteriano e interprete di una campagna centrista. «Questo cambia molto», sottolinea il giornalista, riferendosi agli equilibri politici nazionali.
Le elezioni americane hanno registrato anche un episodio storico: per la prima volta un pontefice in carica ha partecipato al voto di un’elezione statunitense. Leone XIV, cittadino americano nato a Chicago, ha infatti espresso la propria preferenza attraverso una scheda elettorale inviata per posta. Una circostanza significativa anche considerando le ripetute critiche di Trump contro questo sistema elettorale, confermato invece costituzionalmente ammissibile. «Il Papa ha votato al contrario di suo fratello», osserva Tabasso, ricordando come quest’ultimo sia notoriamente vicino al movimento MAGA e al presidente americano.
Intervista a cura di Alessandra Ragas
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