Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
play_arrow
Radiolina Grande più di un'isola
micStefano Birocchi, Maria Elena Dessìtoday31 Agosto 2026 8
play_arrow
Posidonia: al via in Sardegna la campagna per difenderla Giuseppe Valdes
La Posidonia non è un’alga e non è un rifiuto. È una pianta che svolge un ruolo importante nella protezione delle spiagge dall’erosione. Da questo messaggio parte “Alga a chi?”, la nuova campagna della Conservatoria delle Coste della Sardegna, raccontata dalla direttrice Maria Elena Dessì.
L’iniziativa nasce dopo l’approvazione degli indirizzi per lo sviluppo dei piani di gestione della Posidonia oceanica. La Conservatoria ha scelto di affiancare alle azioni sul territorio un piano di comunicazione triennale, rivolto non solo agli esperti, ma anche a cittadini, bagnanti, turisti e bambini.
L’obiettivo è cambiare la percezione delle banquette di Posidonia che si formano sulle spiagge. Quelle foglie che spesso vengono considerate un elemento di disturbo possono invece contribuire a trattenere la sabbia e a creare una barriera naturale contro l’erosione costiera.

La Posidonia oceanica non è un’alga, ma una pianta. Le sue foglie si staccano e vengono depositate sulla spiaggia, formando le banquette. Secondo Maria Elena Dessì, uno degli errori più comuni è proprio considerare questi accumuli un rifiuto e quindi una spiaggia sporca.
Le banquette hanno invece una funzione naturale. Trattengono la sabbia e contribuiscono a proteggere gli arenili dall’erosione. Per questo non esiste una soluzione uguale per tutte le spiagge. La scelta di rimuovere o riposizionare la Posidonia deve essere valutata in relazione alle caratteristiche del singolo contesto ambientale.
Anche lo spostamento delle banquette può avere conseguenze. Al loro interno, infatti, viene trattenuta una quantità significativa di sabbia. Per questo ogni intervento deve essere studiato e contestualizzato.
La tutela riguarda anche la Posidonia ancora presente in mare. La pianta svolge un ruolo importante per la fauna mediterranea e contribuisce a frenare l’erosione. Per questo, sottolinea Dessì, è necessario prestare attenzione anche agli ancoraggi delle imbarcazioni e alle attività che possono danneggiare le praterie.
La campagna per la tutela della posidonia in Sardegna è partita con dieci Comuni costieri selezionati attraverso una manifestazione di interesse. La Conservatoria ha ricevuto numerose richieste di partecipazione e, per questa prima fase sperimentale, ha scelto i Comuni in ordine di arrivo.
Le prime tappe si sono svolte a Castelsardo e Aglientu. A Castelsardo l’attività ha coinvolto direttamente i bagnanti su una spiaggia particolarmente interessata dall’erosione costiera. Ad Aglientu, invece, il progetto ha coinvolto i bambini, che hanno realizzato attività dedicate alla Posidonia utilizzando anche materiali di riciclo.
Le altre località coinvolte sono Narbolia, Arborea, Sant’Anna Arresi, Orosei, Sorso, Cabras, Valledoria e Porto Torres. Le attività proseguiranno tra settembre e ottobre.
Il progetto punta anche sulle nuove generazioni. La Conservatoria ha predisposto materiali informativi e strumenti didattici, tra cui giochi e memory card dedicati alla Posidonia. L’obiettivo è spiegare attraverso il gioco il valore della pianta e degli ecosistemi costieri.
Il lavoro non si fermerà alla stagione estiva. Durante l’inverno partiranno nuovi progetti con le scuole, mentre nella prossima stagione la campagna tornerà sulle spiagge. Il percorso complessivo è stato pensato su un arco di tre anni.

La tutela della Posidonia rappresenta soltanto una parte delle attività della Conservatoria delle Coste. Tra i progetti più importanti c’è quello dedicato all’Asinara, un territorio che, dopo la dismissione del carcere, è stato trasferito alla Regione Sardegna.
Sull’isola sono presenti circa 180 fabbricati e numerose sono le necessità infrastrutturali. Ci sono problemi legati all’acqua, alle strade e ai trasporti. La sfida indicata da Dessì è quella di valorizzare l’Asinara anche dal punto di vista turistico, rispettando però pienamente i vincoli e la fragilità dell’isola.
Un altro aspetto riguarda la memoria storica. L’Asinara è stata per lungo tempo un’Isola carcere e nell’agosto del 1985 ospitò per circa un mese Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, impegnati nell’istruttoria del maxi processo.
C’è poi il patrimonio delle Torri Costiere. La Conservatoria ne gestisce 13, distribuite sul territorio regionale. Sono strutture storiche di grande valore, ma anche particolarmente fragili e in alcuni casi collocate in aree difficili da raggiungere.
Tra le situazioni più complesse c’è quella della torre a San Vero Milis, interessata dal cedimento della falesia, mentre per la Torre della Pegna di Alghero gli interventi hanno richiesto anche un percorso di circa due ore a piedi per raggiungere l’area e il trasporto dei materiali con l’elicottero.
Erosione costiera e cambiamenti climatici rappresentano quindi una delle grandi sfide per il futuro delle coste sarde. La tutela della Posidonia, la gestione delle spiagge, la messa in sicurezza delle torri e la valorizzazione dell’Asinara rientrano in un lavoro più ampio che la Conservatoria delle Coste punta a sviluppare nei prossimi anni.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina
2023 Radiolina S.r.l. società a socio unico e soggetta alla attività di direzione e coordinamento della società L'Unione Sarda S.p.A. Tutti i diritti riservati. É vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, di tutti i materiali del sito. | Indirizzo della Sede Legale: Piazzetta L'Unione Sarda nr. 24 | Capitale sociale 155.000,00 i.v. | Codice Fiscale e Partita I.V.A. 01959750926 | Iscrizione al Registro delle Imprese di Cagliari | REA: CA-153076