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Quali sono le regioni in cui si mangia meglio al mondo? Stefano Birocchi e Enzo Asuni
Tra concorrenza e competizione una delle domande che ci si pone, spesso, tra amici o tra sé e sé è: quali sono le regioni in cui si mangia meglio?
TasteAtlas, la guida online di viaggio specializzata nel campo food ha pubblicato la classifica delle 100 regioni al mondo in cui si mangia meglio. Nella classifica anche 17 regioni italiane. Ad aggiudicarsi il Taste Atlas Award 2023/2024 è stata la Campania, al primo posto, seguita dall’Emilia Romagna. Al quarto posto troviamo la Sicilia e poi dal settimo al decimo posto troviamo Lazio, Toscana, Lombardia e Liguria. Al dodicesimo posto la Puglia.
Dove si trova la nostra Sardegna? Su 100 regioni in classifica l’Isola si posiziona al 48° posto tra le regioni in cui si mangia meglio. Una posizione che ha fatto storcere il naso a qualcuno.

Taste Atlas si configura come una guida esperienziale, un atlante di piatti tradizionali e ingredienti locali e spesso e volentieri condivide consigli e punta i riflettori non solo sui piatti ma sugli ingredienti. e ha stilato anche una classifica delle pietanze migliori in Sardegna.
Il Pecorino Romano è un formaggio italiano a pasta dura prodotto principalmente nelle regioni di Lazio e Sardegna. Si tratta di un formaggio a base di latte di pecora, il cui sapore può variare da dolce a piccante a seconda del periodo di stagionatura. La sua produzione risale a tempi antichi e il formaggio è noto per la sua consistenza granulosa e il gusto robusto. Il Pecorino Romano è spesso utilizzato grattugiato come condimento per numerosi piatti, tra cui le famose paste italiane come la carbonara e l’amatriciana. È anche consumato da solo o con miele o frutta.
Il Pecorino Sardo è un formaggio tradizionale prodotto in Sardegna, Italia. È fatto con latte di pecora e può essere classificato in diverse varietà in base al periodo di stagionatura. Queste varietà includono il “Fresco” (fresco), il “Semi-Stagionato” (semi-stagionato) e il “Stagionato” (stagionato). Il Pecorino Sardo Fresco ha un sapore delicato e una consistenza morbida, mentre il Semi-Stagionato e lo Stagionato diventano via via più complessi e piccanti durante il processo di invecchiamento. Questo formaggio viene spesso utilizzato nella cucina sarda per preparare piatti tradizionali come zuppe, pasta e antipasti. Il Pecorino Sardo è conosciuto per la sua autenticità e la sua connessione con la cultura gastronomica locale.
I “culurgionis ogliastrini” sono una specialità culinaria tipica della regione dell’Ogliastra in Sardegna, Italia. Si tratta di ravioli ripieni di patate, formaggio, menta e altri ingredienti, con una forma caratteristica a mezzaluna o a sacchetto. Il ripieno può variare leggermente da famiglia a famiglia, ma la combinazione di patate, formaggio e erbe aromatiche è comune. Dopo essere stati preparati a mano, i culurgionis vengono solitamente cotti e serviti con salse leggere o semplicemente con burro fuso e formaggio grattugiato. Questo piatto rappresenta una tradizione culinaria radicata nella cultura locale, spesso preparato durante le festività o occasioni speciali. La sua forma artistica e il gusto delizioso riflettono la ricchezza della gastronomia sarda.
Malloreddus alla campidanese
I “malloreddus alla campidanese” sono un piatto tradizionale della cucina sarda, specificamente della regione del Campidano. Si tratta di una pasta fresca a forma di piccoli gnocchetti, generalmente realizzata con semola di grano duro e acqua. La particolarità di questa preparazione è nella salsa che accompagna i malloreddus.
La salsa alla campidanese è preparata con ingredienti come salsiccia, pomodoro, cipolla, vino rosso, e talvolta pepe nero. La salsiccia viene sbriciolata e cucinata insieme agli altri ingredienti per creare un sugo ricco e saporito. I malloreddus vengono poi cotti e conditi con questa salsa, risultando in un piatto gustoso e appagante.
Questo piatto è emblematico della cucina sarda e riflette l’uso di ingredienti locali, come la salsiccia e i pomodori, in combinazione con la pasta tradizionale della regione. La sua preparazione varia leggermente da famiglia a famiglia, ma la base rimane quella di malloreddus con una salsa ricca alla campidanese.
Pane Carasau
Il pane carasau è un tipico pane sardo, noto anche come “carta da musica” per la sua consistenza sottile e croccante. E’ un pane tradizionale della Sardegna, particolarmente associato alle regioni del Barbagia e del Campidano.
La sua preparazione prevede l’uso di farina di grano duro, lievito, sale e acqua. L’impasto viene steso in sfoglie sottilissime che vengono cotte brevemente in forno, caratteristica che conferisce al pane la sua consistenza croccante e leggera. Dopo la prima cottura, il pane può essere diviso a metà in modo da ottenere due sottili fogli di pane carasau.
Il pane carasau è versatile e può essere consumato in vari modi. Può essere gustato da solo, ma spesso è utilizzato come base per altri piatti tradizionali della cucina sarda. Ad esempio, è un ingrediente principale nella preparazione della “zuppa gallurese” e può essere servito con condimenti come pomodoro, olio d’oliva, formaggio e aromi locali.
Questo pane ha una storia lunga e profonda, e la sua durata di conservazione estesa lo ha reso un alimento pratico e prezioso nelle tradizioni pastorali della Sardegna.
Non sono altro che succulenti spaghetti con bottarga di muggine sardo.
Il “Fiore Sardo” è un formaggio tradizionale della Sardegna, Italia. Ecco un riassunto delle caratteristiche principali di questo formaggio:
Il Fiore Sardo è un formaggio a pasta dura, prodotto principalmente con latte di pecora. La sua produzione è diffusa in diverse zone della Sardegna.
La lavorazione del Fiore Sardo segue metodi tradizionali che includono la cagliatura del latte, la formatura della pasta, la salatura e la stagionatura. La stagionatura può variare, producendo forme più giovani e dolci o versioni più stagionate e saporite.
Il Fiore Sardo è spesso prodotto in forme cilindriche o leggermente coniche. La crosta esterna può essere trattata con olio d’oliva o pomodoro per influenzare il sapore e la consistenza.
Il sapore del Fiore Sardo può variare a seconda del grado di stagionatura. Le versioni più giovani sono dolci e leggermente burrose, mentre le versioni più stagionate sviluppano un gusto più deciso, con note di piccantezza e aromaticità.
Il Fiore Sardo è consumato da solo o utilizzato in cucina. Viene spesso grattugiato su paste, zuppe o insalate, e può essere servito con pane, miele o frutta.
Il Fiore Sardo ha ottenuto il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), che certifica la sua autenticità e provenienza.
In sintesi, il Fiore Sardo rappresenta un formaggio peculiare della tradizione casearia sarda, apprezzato per la sua varietà di sapori e il suo legame con le radici culturali dell’isola.
Il pane guttiau è un tipo di pane tradizionale della Sardegna, Italia. Caratterizzato dalla sua consistenza sottile e croccante, il nome “guttiau” deriva dal sardo e significa “bagnato” o “unto”. La sua preparazione è relativamente semplice e riflette l’antica tradizione culinaria della regione.
La seada è un dolce tradizionale della cucina sarda, una regione dell’Italia. Si tratta di un piatto che unisce sapori dolci e salati ed è spesso preparato durante le festività o occasioni speciali.
Il “primo sale” è un formaggio fresco e giovane che fa parte della famiglia dei formaggi a pasta filata. La sua denominazione “primo sale” deriva dal fatto che è il primo stadio di maturazione di alcuni formaggi, e quindi è un formaggio non stagionato o appena leggermente stagionato.
La fregola ai frutti di mare è un piatto tipico della cucina sarda che combina la fregola, una pasta di semola di grano duro a forma di piccole palle, con una ricca miscela di frutti di mare.
“Su Porceddu” è un piatto tradizionale della cucina sarda ed è una specialità culinaria tipica delle celebrazioni e delle feste tradizionali dell’isola. Il termine “su porceddu” significa “il maialetto” in sardo, indicando che il piatto ha come ingrediente principale un giovane maiale.
Il “casu marzu” è un formaggio tradizionale sardo noto per la sua particolare preparazione e il suo sapore distintivo. È un formaggio a pasta molle, ma la sua caratteristica più distintiva è la presenza di larve di insetti, in particolare del genere Piophila casei, che si sviluppano durante il processo di fermentazione. Questo formaggio è particolarmente noto e consumato in alcune regioni della Sardegna, sebbene la sua produzione e commercializzazione siano soggette a normative sanitarie rigorose.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda nella rubrica social trends.