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Referendum sul lavoro: 5 quesiti per cambiare l’Italia Alessandra Carta e Fausto Durante
Con oltre 5 milioni di firme raccolte, Cgil si prepara alla campagna referendaria sul lavoro. Come spiega il segretario di Cgil Sardegna, Fausto Durante, si tratta di cinque quesiti: 4 sul lavoro e uno sulla cittadinanza per le persone straniere. Domani il segretario Landini sarà a Palazzo Chigi chiederà che la data del referendum venga fissata in concomitanza delle amministrative di maggio, così da portare il maggior numero possibile di persone alle urne.

Due quesiti hanno a che fare con la modifica dell’articolo 18 che tutelava i licenziamenti illegittimi. Dopo il Jobs Act nel 2015 si ĆØ creata diseguaglianza tra i diritti dei lavoratori assunti prima e quelli dopo il 2015. La Cgil chiede che entrambe le categorie di lavoratori possano essere reintegrati in caso di licenziamento senza giusta causa. Il sindacato chiede anche che i dipendenti vengano trattati equamente, dando gli stessi diritti di chi lavora in un’azienda con più di 15 dipendenti anche a chi lavora in una dove i dipendenti sono meno di 15.
Se una volta la prassi era assumere a tempo indeterminato, negli anni la situazione si è ribaltata. I contratti a termine sono infatti molto più comuni, e a volte vengono rinnovati tantissime volte. Spesso il tempo determinato non è giustificato e mantiene però i lavoratori in una condizione precaria e subalterna, dove il futuro dipende essenzialmente dalla volontà del datore di lavoro. Nel referendum, si chiede che venga reintrodotto il principio secondo cui per assumere a tempo determinato serva una causale specifica.

Il quarto quesito riguarda le morti sul lavoro si punta a riportare alle aziende committenti la responsabilitĆ civile e penale in caso di grandi appalti. Molto spesso infatti, le morti bianche si verificano in situazioni di appalto e subappalto. In questi casi infatti, essendo magari l’azienda l’ultimo anello di una lunga catena di subappalti, si tende a risparmiare. Si risparmia soprattutto sulla sicurezza e la salute del lavoratore. Nel quesito si chiede che incidenti e infortuni nei subappalti vengano ricondotti al committente.
L’ultimo quesito chiede di riportare il lasso temporale per chiedere la cittadinanza a cinque anni invece che dieci. Dieci anni sono troppi per una persona che vive, lavora e paga le tasse in Italia e contribuisce alla ricchezza nazionale. Il tempo ĆØ tanto, soprattutto per questo motivo: lo Stato beneficia per 10 anni della presenza di una persona, ma non il contrario. Andando a votare per il referendum questo potrĆ essere cambiato.
Intervista a cura diĀ Alessandra Carta
CaffĆØ Corretto del 10-03-2025
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