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Interviste

Sa Filonzana, la figura che viene definita la “befana sarda”

today4 Gennaio 2024 1818 24

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Sa Filonzana e la Befana: cos’hanno in comune?

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    Sa Filonzana, la figura che viene definita la “befana sarda” Enzo Asuni

 

Chi è sa Filonzana?

In Sardegna esiste una sola maschera femminile, “Sa Filonzana”, rappresentata nel carnevale sardo e nei cortei dell’Isola. Dopodomani arriva l’Epifania e anche la Sardegna ha la sua Befana, che in realtà, in comune con la figura femminile che si sposta in volo sulla scopa, ha solo le sembianze. Dopo l’epifania si attende sempre il carnevale e anche in Sardegna c’è una figura, una maschera di Ottana, che rappresenta una donna anziana e gobba vestita di nero intenta a filare la lana. Si tratta, sia nel caso della Befana che della figura sarda, nota come “Sa Filonzana”, di una donna dall’aspetto poco gradevole o spaventoso che ricorda quello delle streghe. “Sa Filonzana” come suggerisce anche il nome fila e fila un filo che rappresenta la vita di una persona, un filo che può essere spezzato in ogni momento. “Sa Filonzana” si configura, inoltre, come l’unica maschera femminile del Carnevale sardo, non solo per quanto riguarda quello di Ottana.

 

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Befana vs sa Filonzana

Fattezze praticamente identiche ma scopi differenti. La missione della Befana e quella della Filonzana differiscono profondamente perché, se la prima va in giro a portare dolci e carbone ai bimbi del mondo, la seconda ha un compito ben più delicato. Come leggiamo su L’Unione Sarda: “Ha l’onere e l’onore di tessere il filo della vita di ogni essere umano, un filo che il destino può rompere in qualsiasi momento”.

Sa Filonzana, maschera di Ottana, da unionesarda.it

Moire Greche, Parche romane e Parca Sarda

E’ risaputo che “Sa Filonzana” gira sempre con un paio di forbici incutendo timore tra chi festeggia. Chi la vede si scansa perché è una donna senza pietà. Subito ritornano alle mente le vecchie lezioni al liceo quando si parlava delle Moire Greche o magari delle Parche romane che rappresentavano le figlie di Zeus e Temi. Si trattava di personificazioni del destino che tessevano il filo del destino stesso, del fato. Il filo veniva avvolto e poi veniva reciso segnando la fine della vita della persona a cui apparteneva quel filo. Possiamo quindi dire che “Sa Filonzana” potrebbe essere definita come una moira sarda o parca sarda. A tal proposito, secondo i più, “Sa Filonzana” potrebbe essere un’evoluzione o un’interpretazione locale di queste figure.

Le Moire Cloto e Lachesi intente a tessere il filo del fato. La Moira Atropo siede nell’attesa inesorabile di reciderlo – John Strudwick, A Golden Thread (Un filo prezioso), 1885 (olio su tela).

Le questue

La leggenda narra che questa figura sarda venisse utilizzata, in passato, per ottenere ottimi risultati durante le questue. Secondo un’usanza ormai dimenticata la figura in questione compariva anche a Capodanno in quanto accompagnava i giovani a fare una questua durante la notte e le porte si spalancavano elargendo dolciumi e frutta, offerte. Se qualcuno non spalancava la porta di casa per elargire delle offerte, questa era pronta a lanciare qualsiasi tipo di malaugurio o “mazzina”. Quando viene vista chiunque teme che il filo che tiene per le mani possa in qualche modo spezzarsi, temendo per la propria vita.

Sa Filonzana generata con l’intelligenza artificiale

I cortei

Nei cortei di Ottana è una figura, una donna inquietante che tesse di continuo la lana. In realtà si tratta di uomo che indossa la maschera femminile, perché le donne non potevano partecipare ai cortei. A un certo punto l’inquietante figura ordina ai Boes di morire. I Boes, altra figura di Ottana, di solito sono accompagnati dai Merdules, cadono a terra e poco dopo si rialzano rappresentando il ritorno alla vita. I Bòes e i Merdùles rappresentano l’eterna battaglia tra l’istinto animalesco e la ragione umana.

Boes e Merdules, maschere del carnevale di Ottana. Foto di Enzo Asuni

A cura di Enzo Asuni, social media manager del gruppo L’Unione Sarda nella rubrica Social Trends.


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