play_arrow
Sardegna, caldo record: «Dobbiamo adattarci al nuovo clima» Alessandra Ragas, Alessandro Gallo
L’estate sembra ormai conclusa, ma secondo il meteorologo Alessandro Gallo le temperature resteranno sopra la media stagionale. «Non lo chiamerei neanche più ondate di calore, perché abbiamo avuto un’estate intera», ha spiegato. Secondo Gallo, il caldo persistente nel Mediterraneo rappresenta ormai una condizione sempre più strutturale e non soltanto un fenomeno temporaneo.

Le temperature stanno gradualmente diminuendo, ma rimangono nettamente superiori ai valori considerati normali per questo periodo dell’anno. «Le massime in questo periodo dovrebbero essere 24-25 gradi, ma siamo ben oltre», ha sottolineato Gallo. Il meteorologo evidenzia inoltre il ruolo del Mediterraneo ancora molto caldo, che conserva una notevole quantità di energia dopo mesi caratterizzati da temperature elevate. «Siamo ancora con l’aria condizionata accesa, con un tesoretto di energia e con i mari molto caldi», ha affermato.
L’arrivo dell’autunno potrebbe riportare l’attenzione su piogge intense, venti forti e fenomeni meteorologici estremi, soprattutto quando le prime masse d’aria fredda raggiungeranno il Mediterraneo. Parlando degli eventi intensi, Gallo ha ricordato la tempesta Henry e i suoi effetti sul territorio. «I venti avevano superato i 100 chilometri orari, con 600 millimetri di pioggia nell’arco delle 48 ore e onde alte circa 10 metri», ha spiegato.
La particolare conformazione del Mediterraneo rende alcune aree particolarmente esposte ai fenomeni intensi. Sardegna, Corsica, Francia meridionale e altre zone occidentali possono essere interessate da eventi meteorologici significativi. «La percentuale di eventi importanti, con fenomeni intensi, è molto alta», ha evidenziato Gallo, richiamando l’attenzione sulla crescente vulnerabilità del territorio.
Per il meteorologo, il tema centrale è ormai il riscaldamento globale, un fenomeno che richiede interventi e strategie di adattamento. «Il riscaldamento globale c’è, non c’è da ieri, c’è da almeno trent’anni: lo abbiamo trascurato», ha dichiarato. Gallo chiede inoltre una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso le evidenze scientifiche.
Secondo Gallo, non è realistico pensare a un rapido ritorno alle condizioni climatiche delle estati del passato. La priorità dovrebbe quindi essere adattarsi concretamente ai cambiamenti climatici. «Bisogna pensare alle generazioni future, perlomeno per un programma di adattamento a questo cambiamento climatico», ha concluso il meteorologo, indicando nell’adattamento climatico una delle principali sfide dei prossimi anni.
Intervista a cura di Alessandra Ragas
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina