La nuova puntata de “Il Cagliari in diretta” ha acceso i riflettori sull’esperienza di Simone Pinna con il Cagliari, un percorso fatto di sogni realizzati, difficoltà e profondo legame con la maglia rossoblù. Un racconto che intreccia crescita personale, settore giovanile e il nuovo corso del club. Cresciuto nel vivaio del Cagliari, Pinna ha incarnato il sogno di tanti ragazzi sardi: arrivare in prima squadra. Dopo anni di sacrifici e chilometri percorsi per allenarsi, il traguardo si concretizza con l’esordio in Serie A contro il Brescia il 25 agosto 2019. “Sono stati i 90 minuti più belli della mia vita”, ha raccontato. Un momento che rappresenta il punto più alto della sua carriera, costruito attraverso oltre 100 presenze tra Serie D e Serie C prima di guadagnarsi la fiducia dello staff tecnico. Determinante, in quel periodo, fu la fiducia del gruppo storico e di figure come Fabio Pisacane, oggi alla guida del Cagliari, che credettero nelle sue qualità e ne sostennero l’inserimento.

Tra i ricordi più emozionanti, Pinna ha citato la partita di Coppa Italia contro il Chievo: sostituzione e standing ovation alla Unipol Domus. Un riconoscimento che per un ragazzo cresciuto nel vivaio vale quanto un trofeo. “Essere sardo e vestire la maglia del Cagliari significa rappresentare un’intera isola”, asserisce Pinna ai microfoni di Radiolina. Questo senso di appartenenza è emerso con forza durante l’intervista, così come il legame con compagni storici e con l’ambiente rossoblù.
Dopo l’esordio, il percorso non è stato lineare. Le scelte tecniche e societarie, unite ai meccanismi di valorizzazione dei giovani, hanno limitato la continuità di Pinna. Prestiti e cambi di categoria hanno inciso sul rendimento e sulla fiducia. “Quando perdi sicurezza e non riesci a esprimere la tua personalità, a certi livelli ti mettono da parte”, ha ammesso. Un passaggio chiave per comprendere quanto il salto tra Primavera e prima squadra sia complesso, soprattutto in un contesto competitivo come la Serie A.
Uno dei temi centrali è stato il confronto tra il Cagliari di allora e quello attuale. Oggi il club rossoblù è una delle squadre più giovani del campionato, con diversi elementi provenienti dal settore giovanile. Il progetto giovani è considerato una base solida per costruire il futuro, con un’identità più chiara e radicata nel territorio.
In vista della sfida contro la SS Lazio, è intervenuto anche Giuseppe Pancaro, ex di entrambe le squadre. Pancaro ha sottolineato l’importanza della gara per la salvezza del Cagliari e la necessità di continuità nei risultati. Per Pinna, partite come queste mostrano il vero valore della maglia rossoblù: orgoglio, sacrificio e senso di responsabilità verso i tifosi.
Se oggi dovesse raccontare la sua esperienza al figlio, Pinna parlerebbe soprattutto delle emozioni vissute a Cagliari. Nonostante le difficoltà, l’esordio in Serie A e la fiducia ricevuta restano tappe indelebili. Il Cagliari, per lui, non è solo una squadra ma un simbolo. Un punto di partenza che ha segnato la sua carriera e che continua a rappresentare il riferimento emotivo e professionale. Il legame con i colori rossoblù resta forte, come dimostra l’attenzione costante verso il percorso della squadra e la fiducia nel progetto giovani. Perché, al di là delle categorie, certe maglie non si dimenticano.
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