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Stelle marine fuori dall’acqua per un selfie: perché questo gesto estivo danneggia il mare Cristian Asara
Ogni estate lungo le coste anche della Sardegna, si ripresenta la pratica di sollevare le stelle marine dall’acqua per scattare foto da pubblicare sui social network. Il gesto coinvolge sia i bambini in vacanza sia creator e turisti adulti, che prelevano questi organismi dal fondale per pochi secondi di visibilità online. Questa abitudine, all’apparenza innocua, provoca uno stress psicofisico estremo all’animale e rischia di compromise la sua sopravvivenza anche quando viene riposizionato subito in mare.

Le stelle marine sono echinodermi e dipendono interamente da un sistema acquifero interno per muoversi, respirare e sopravvivere. Le loro strutture respiratorie, come i pedicelli ambulacrali, necessitano dell’immersione costante per lo scambio gassoso. Estrarre l’animale dall’ambiente marino significa interrompere improvvisamente queste funzioni vitali e compiere una scelta dannosa per la sua fisiologia.
Secondo le indicazioni del WWF Italia, il contatto diretto con le mani e l’aria causa bolle d’aria nei canali interni della stella marina. Le sostanze chimiche presenti sulla pelle umana, tra cui creme solari, repellenti e sudore, alterano la pellicola protettiva dell’animale. Non esiste un tempo di sicurezza all’aria, poiché fattori come la temperatura ambientale e la disidratazione variano in base alla specie e al momento del prelievo.
La rimozione dal mare riguarda spesso anche granchi, pesci e molluschi inseriti nei classici secchielli da spiaggia. L’acqua contenuta nei secchielli si scalda rapidamente al sole, causando shock termico e ipossia per le creature catturate. La normativa italiana punisce queste azioni tramite l’articolo 544 ter del Codice Penale, che sanziona il maltrattamento animale con sanzioni pecuniarie e la reclusione per chi provoca sofferenze inutili alla fauna.
Radio Smeralda del 17 -08-2026
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