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Targhe personalizzate in Italia: costi, regole e quando arrivano Cristian Asara
Poter inserire un nome, una sigla particolare o numeri legati alla propria vita sulle targhe dei veicoli è un tema che torna spesso d’attualità. La misura è inserita nel testo del nuovo Codice della strada, un passaggio che riattiva un’opzione teoricamente presente da tempo nelle leggi nazionali, ma mai resa operativa per la mancanza dei decreti attuativi. Il testo fissa ora per la prima volta un tariffario dedicato e definisce i passaggi necessari per rendere concreta l’opportunità.

La spesa per chi vorrà una targa su misura sarà più alta rispetto al rilascio delle targhe standard. Per le automobili la somma complessiva indicata è di 600 euro per la coppia, anteriore e posteriore, composta da una base di 500 euro per la produzione e da una quota di 100 euro destinata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per i motocicli il totale ammonta a 360 euro, poiché serve solo la piastra posteriore: 300 euro per la produzione e 60 euro di quota ministeriale, con adesivi inclusi. Una scelta facoltativa, dal momento che la tradizionale coppia standard per vetture comporta una spesa di 41,78 euro durante le pratiche d’immatricolazione.
La fabbricazione resterà affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mentre la distribuzione passerà attraverso gli uffici territoriali della Motorizzazione civile. Gli utenti potranno avviare l’iter durante l’acquisto di un mezzo nuovo, avvalendosi dei canali abituali come concessionari e agenzie di pratiche auto. I dettagli sui pagamenti, sulle piattaforme telematiche per verificare la disponibilità della sequenza e sui moduli da compilare saranno stabiliti dai successivi decreti attuativi.
I veicoli italiani utilizzano oggi la sequenza composta da lettere e numeri con schema fisso. Il nuovo testo apre a combinazioni alfanumeriche differenti, stabilite dal richiedente ma soggette a limiti precisi.
Le regole dovranno garantire la leggibilità per i controlli stradali e per le telecamere di rilevamento. Non sarà consentito registrare codici già assegnati a mezzi in circolazione, per tutelare l’unicità del veicolo. Le indicazioni su quante lettere o cifre usare e sull’eventuale ammissibilità di parole intere arriveranno con i regolamenti operativi.
I tempi richiederanno ancora attesa. Lo schema approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri fissa la decorrenza formale al 1° aprile 2027, con operatività prevista a partire dal 1° gennaio 2028, a patto che siano passati almeno 180 giorni dalla pubblicazione dei regolamenti. Qualora l’iter burocratico dovesse allungarsi, la data utile potrebbe slittare al 1° aprile 2028.
Per le vetture e le moto già circolanti, l’accesso a questa formula potrebbe aprirsi solo in occasione di una reimmatricolazione, ad esempio dopo smarrimento, distruzione o furto della vecchia targa.
Va ricordato un principio di fondo: la combinazione resta legata al veicolo e non alla persona. In caso di cessione o vendita del mezzo, la targa rimarrà associata a quella vettura e non potrà essere trasferita su una nuova automobile.
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