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Interviste

Tassa aeroportuale in Sardegna, scontro Todde-Ryanair: “Niente ricatti”

micSimona De Francisci, Nicola Scanotoday29 Maggio 2026 17

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Ryanair contro la tassa aeroportuale in Sardegna: Todde replica

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    Tassa aeroportuale in Sardegna, scontro Todde-Ryanair: “Niente ricatti” Giuseppe Valdes

Dopo l’ultimatum di Ryanair, che chiede l’abolizione dell’addizionale comunale sui biglietti aerei minacciando un ridimensionamento dell’operatività, arriva la replica della presidente della Regione Alessandra Todde: “La Sardegna non accetta ricatti”. Intanto le opposizioni in Consiglio regionale chiedono l’eliminazione della tassa almeno nei mesi invernali. Ad analizzare il caso è stato Nicola Scano, vicedirettore del TG di Videolina, evidenziando come la partita riguardi non soltanto i rapporti con la compagnia irlandese, ma anche il futuro del sistema aeroportuale sardo, del turismo e della continuità territoriale.

Un aereo Ryanair e Alessandra Todde

Ryanair contro la tassa aeroportuale in Sardegna: cosa chiede la compagnia

La posizione di Ryanair è chiara: se la Sardegna abolirà la tassa aeroportuale da 6,50 euro per passeggero, arriveranno nuovi investimenti, più collegamenti e una crescita significativa del traffico aereo. La compagnia cita i risultati ottenuti in regioni italiane dove l’addizionale è stata eliminata o ridotta, come Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Calabria, Sicilia ed Emilia-Romagna.

Secondo il vettore irlandese, la Sardegna potrebbe ottenere fino a 2 milioni di passeggeri in più all’anno, una crescita del 40% sullo scalo di Cagliari, l’apertura di una nuova base nel Nord Sardegna, quattro nuovi aeromobili e centinaia di posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.

Come ha osservato Nicola Scano, è difficile contestare i risultati registrati da Ryanair nei territori dove ha ampliato la propria presenza. Il caso di Alghero resta emblematico: quando la compagnia ridusse drasticamente le operazioni, lo scalo della Riviera del Corallo ne subì immediatamente le conseguenze.

La risposta di Todde: “Nessun ricatto”, ma il confronto resta aperto

La presidente Alessandra Todde, intervenendo a margine di un’audizione in Commissione Sanità, ha respinto la pressione esercitata dalla compagnia low cost. La linea della Regione resta prudente e punta a evitare decisioni prese sotto pressione commerciale.

Tuttavia, il tema divide il mondo politico sardo. Le opposizioni insistono sulla necessità di valutare almeno una sospensione stagionale della tassa nei mesi invernali, proposta già emersa nel 2025 durante precedenti interlocuzioni con il vettore irlandese.

Secondo Nicola Scano, il nodo non riguarda solo l’impatto economico immediato dell’addizionale, ma anche il quadro più ampio della governance aeroportuale sarda. Sullo sfondo c’è infatti il processo di integrazione del sistema aeroportuale, definito da alcuni come una vera e propria privatizzazione, che potrebbe cambiare gli equilibri tra gli scali dell’Isola.

L’eliminazione della tassa, inoltre, andrebbe valutata anche rispetto alle risorse pubbliche disponibili. Pur non trattandosi di cifre considerate enormi, il dibattito si inserisce nel contesto dei finanziamenti regionali per promozione turistica, eventi internazionali e sviluppo territoriale.

Turismo, continuità territoriale e mobilità: la vera sfida per la Sardegna

Dietro lo scontro tra Regione e Ryanair emerge una questione più ampia: quale modello di trasporto aereo vuole costruire la Sardegna? Molti cittadini ricordano gli anni delle tariffe ultra low cost, che hanno consentito a migliaia di sardi di viaggiare in Europa spendendo poche decine di euro.

Ma, come sottolinea Nicola Scano, la priorità per la Sardegna resta la continuità territoriale. Prima dell’incremento turistico e dell’apertura di nuove rotte internazionali, serve garantire collegamenti stabili ed efficienti per residenti e lavoratori.

Per questo motivo, eventuali accordi con Ryanair dovrebbero essere costruiti su impegni chiari, verificabili e vincolanti, capaci di consolidare nel tempo gli investimenti promessi dalla compagnia. La crescita dei flussi turistici, infatti, non può dipendere esclusivamente da campagne promozionali o da operazioni spot.

La trattativa rimane dunque aperta. Da una parte Ryanair, forte della propria capacità di influenzare il mercato europeo del trasporto aereo; dall’altra la Regione Sardegna, chiamata a bilanciare sviluppo economico, interesse pubblico e diritto alla mobilità dei cittadini. La sintesi, oggi più che mai, appare soprattutto una questione politica.

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 29-05-2026

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