Oltre 1 miliardo e 24 milioni di euro in tutta Italia, di cui 30 milioni e 21 mila euro in Sardegna: sono i numeri da record registrati nel 2024 per gli incassi della tassa di soggiorno, con una crescita sull’Isola del 19% rispetto all’anno precedente. In particolare, l’incremento in Sardegna ha toccato i 4,8 milioni di euro, e per il 2025 è atteso un ulteriore aumento di oltre 4 milioni e mezzo di euro (+15%), grazie al crescente numero di Comuni che hanno scelto di applicare l’imposta.

La regina degli incassi in Sardegna è Olbia, che si conferma ai vertici regionali. Cagliari, nel 2024, ha registrato un incasso pari a 230 mila euro, ma l’amministrazione sta valutando un aumento della tariffa per incrementare le entrate. A Quartu Sant’Elena, la tassa verrà introdotta a partire da giugno 2024, con una previsione di 200 mila euro nelle casse comunali. Dal 2026, l’imposta sarà attiva ogni anno dal primo marzo al 31 ottobre, coprendo così l’intera stagione turistica.
Sul piano nazionale, il primato spetta come sempre a Roma, che da sola raccoglie 290 milioni di euro, con un trend di crescita costante. Il capoluogo italiano rappresenta un caso emblematico del potenziale della tassa di soggiorno come strumento di finanziamento alternativo per i Comuni, soprattutto in un periodo in cui i trasferimenti statali diminuiscono.
Per molte amministrazioni locali, la tassa di soggiorno si rivela una manna dal cielo. Si tratta di un “tesoretto” sempre più rilevante in un contesto economico reso complicato da tagli ai bilanci pubblici. Tuttavia, permane il nodo legato all’utilizzo effettivo di queste risorse.
Gli operatori del settore turistico protestano e chiedono di reinvestire interamente il gettito nel turismo, così da migliorare i servizi, sostenere l’occupazione, promuovere il territorio e qualificare sempre di più l’esperienza turistica. Temono invece che le amministrazioni dirottino spesso le risorse verso altri settori, snaturando così la loro destinazione originaria.
Le previsioni per il 2025 confermano un’ulteriore espansione della tassa di soggiorno in Sardegna, con l’ingresso di nuovi Comuni nel sistema e una maggiore consapevolezza del potenziale economico derivante dal flusso turistico. L’obiettivo è quello di ottimizzare la raccolta e migliorare la qualità dell’offerta, rendendo la Sardegna sempre più competitiva nel panorama del turismo nazionale e internazionale.
A cura di Enrico Fresu – Giornalista di Unionesarda.it
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