La metrotranvia di Cagliari continua a far discutere cittadini e amministratori. I lavori, iniziati da anni con l’obiettivo di collegare Repubblica a Matteotti in appena due chilometri e mezzo di tracciato, si sono trasformati in un cantiere senza fine. Previsti inizialmente per la scadenza di gennaio, poi rimandati all’inizio dell’estate, oggi i tempi parlano di settembre, ma anche questa data appare incerta. Intanto, ogni giorno, il traffico rimane congestionato: in viale Diaz, via Roma e nel tratto tra viale Cimitero e via Stazione Vecchia, code e rallentamenti sono ormai all’ordine del giorno. Francesca Melis, giornalista della redazione di UnioneSarda.it, è intervenuta in studio per commentare la notizia.

Entro la fine di agosto, o al massimo nella prima settimana di settembre, si terrà un vertice tra Comune di Cagliari e Arst, l’azienda regionale dei trasporti responsabile dell’appalto. L’incontro sarà decisivo per stabilire l’avvio dell’ultima fase dei lavori in via Roma. Da una parte l’Arst spinge per accelerare e chiudere l’intervento, dall’altra Palazzo Bacaredda pretende garanzie sui tempi reali di consegna, dopo anni di rinvii e promesse mancate. Nel frattempo, la città deve convivere con disagi quotidiani, parcheggi ridotti e viabilità compromessa.
Le critiche non mancano. «I cantieri dell’Arst sembrano ormai parte dell’arredo urbano di Cagliari», denuncia Giuseppe Farris, consigliere comunale di Civica2024. Più duro ancora il capogruppo di Fratelli d’Italia, Pierluigi Mannino, che solleva dubbi sulla stessa utilità dell’opera: «Una metro con un’offerta di appena 1200 posti all’ora rischia di essere un investimento sproporzionato rispetto ai reali bisogni di trasporto». Mentre la politica discute e i lavori si trascinano, i cittadini si preparano a un autunno caldo fatto di code, clacson e attese infinite.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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