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Ep. 11 – Il Gattopardo tra letteratura, cinema e serie tv Fabio Leoni
Francesca Figus conduce la 11^ puntata di Unione Cult, la trasmissione che prende il nome dall’inserto in edicola con L’Unione Sarda. In diretta da Catania, il giornalista e scrittore Francesco Musolino ci offre uno sguardo appassionato su Il Gattopardo, capolavoro di Tomasi di Lampedusa. L’intervista spazia dalla ricchezza del romanzo alle controversie suscitata dagli adattamenti cinematografici e, soprattutto, dalla recente serie tv, definita dall’ospite come “davvero brutta”.

Musolino celebra il romanzo definendolo “bellissimo da leggere e rileggere“, sottolineando come ogni lettura sveli nuove sfumature e suggestioni. L’autore evidenzia la profondità dei personaggi, da un “Principone” carico di Eros, a Maria Annina e Tancredi, il cui sguardo e abbigliamento (con quel “blu brussia” e la fascia sull’occhio) arricchiscono ulteriormente il testo. Tuttavia, egli si scaglia contro le interpretazioni troppo leggere: “un libro così erotico, con eleganza, non va banalizzato in una serie romance“.
Passando al passaggio dal libro al cinema, Musolino ricorda l’adattamento di Luigino Visconti, film che non solo fece discutere ma coinvolse anche il dibattito politico, al punto da interessare persino il Partito Comunista. “Il Gattopardo viene da un romanzo grandioso e il film di Visconti ne ha saputo mantenere la potenza“, afferma con convinzione, mettendo a confronto l’originale con le proposte televisive attuali.

Riassumendo in poche parole, l’opera narra la nascita del Regno d’Italia: i Garibaldini sbarcano in Sicilia e si scontrano con un’aristocrazia terriera ormai in declino. Il principe di Salina, simbolo di una nobiltà in bilico, affronta il vento del cambiamento, mentre gli “sciacalli” salgono sul carro dei vincitori. Per Musolino, questa tensione tra tradizione e trasformazione è il vero motore del romanzo, capace di parlare non solo di un passato remoto, ma anche della realtà attuale. Francesco Musolino ribadisce che Il Gattopardo resta un’opera senza tempo, capace di rispecchiare la complessità della nostra società e la violenza di una natura tanto bella quanto selvaggia. Pur riconoscendo il talento di alcuni attori, egli esprime disappunto per adattamenti che, a suo avviso, sviliscono la forza narrativa di questo capolavoro.
Unione Cult è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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