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Ep. 15 – Giovanni Coda: la mostra fotografica sul Bangladesh Giuseppe Valdes
Sabato 12 aprile, alle ore 18:00, l’ex convento dei Cappuccini in via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena ospita l’inaugurazione della mostra “The Bangladesh Benefit Exhibition”, un progetto nato dalla collaborazione tra Giovanni Coda e Farmacisti nel Mondo. Un’esperienza fotografica intensa e toccante che documenta una missione umanitaria in Bangladesh. Il regista e fotografo, ospite di Francesca Figus e Francesco Abate ha presentato il progetto a Unione Cult.

Francesca Figus lo ha definito “uno degli artisti più appassionati della nostra scena” sulle pagine de L’Unione Sarda. Giovanni Coda, noto per i suoi lavori come regista e scrittore, si presenta qui nel ruolo di fotografo, offrendo uno sguardo autentico e penetrante su una realtà spesso dimenticata.
Il progetto fotografico prende vita durante una missione umanitaria realizzata nel distretto di Satkhira, al confine con l’India. Insieme a Fabrizio Dadi, Rosario Longobardi e Patrizia Pulcini, Coda ha documentato le attività di Rishilpi, una “città nella città” che accoglie e supporta i fuori casta.
La mostra racconta una realtà cruda e sconosciuta: quella degli esclusi, persone prive di diritti, senza accesso all’istruzione né alla speranza. “Un popolo nel popolo”, dice Coda, che vive al margine della società, completamente abbandonato, ma con una dignità sorprendente.
Nonostante le difficoltà, l’accoglienza è stata commovente: “Fiori, coccarde, canti, balli e strette di mano”, racconta l’artista. Nelle scuole visitate, gli studenti hanno organizzato spettacoli per gli ospiti, accogliendoli non come salvatori, ma come amici.
Uno dei messaggi più forti della mostra è l’importanza dell’istruzione. “Dove non c’è formazione, non c’è progresso”, afferma Coda. Eppure, la sete di conoscenza è tangibile: giovani ragazzi e ragazze che frequentano la scuola, alcuni dei quali con disabilità, stanno iniziando a costruire una nuova coscienza collettiva.
Anche senza una piena consapevolezza sociale, queste comunità mantengono una dignità profonda. L’istruzione sta accendendo una luce nuova: “Ci sono studenti che vanno al college, stanno nascendo aspettative reali, una nuova visione di sé e del mondo”.
Un tema affrontato nella mostra è lo sfruttamento ambientale. Le foto documentano le coltivazioni di gamberetti destinate all’esportazione verso l’Occidente. Questi allevamenti, spesso utilizzati per il sushi, distruggono il terreno rendendolo sterile dopo pochi cicli, a causa dell’acqua salmastra.
Durante l’inaugurazione, il pubblico potrà godere di un’esperienza immersiva. L’attore Sergio Anro leggerà brani selezionati, mentre Arnaldo Pontis curerà l’ambientazione sonora all’interno del chiostro, accompagnato da Giovanna Zappo. Un connubio di parole, suoni e immagini per riflettere, emozionarsi e comprendere.
Oggi, 10 aprile, ricorrono i 100 anni dalla pubblicazione de Il grande Gatsby, uno dei romanzi più importanti della letteratura americana. Eppure, quando uscì nel 1925, il libro di Francis Scott Fitzgerald fu un clamoroso insuccesso editoriale, come racconta il giornalista Francesco Musolino ai microfoni di Radiolina. All’epoca della prima pubblicazione, Il Grande Gatsby vendette appena 20.000 copie.
Un numero che oggi farebbe la fortuna di un autore italiano, ma che allora, nel mercato anglosassone, era insignificante. Fu un duro colpo per Fitzgerald, già provato da una vita segnata da alcolismo, difficoltà economiche e dalla complessa relazione con la moglie Zelda. In quegli anni, il libro più popolare era “Gli uomini preferiscono le bionde”, un chiaro segnale di quanto il gusto del pubblico fosse lontano dal lirismo malinconico di Gatsby.
Unione Cult è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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