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Giornata mondiale degli squali: in Sardegna cresce l’impegno per proteggerli Fabio Leoni
La Giornata mondiale degli squali richiama l’attenzione sulla salvaguardia di specie essenziali per gli ecosistemi marini, oggi fortemente minacciate anche nel Mediterraneo e nelle acque della Sardegna. Secondo il ricercatore del CNR Andrea De Lucia, la conoscenza rappresenta il primo strumento di tutela. “Posso garantire che, dopo anni di attività anche subacquea, incontrare uno squalo nel Mediterraneo è davvero molto difficile”, sottolinea l’esperto, invitando a superare paure alimentate da stereotipi e produzioni cinematografiche.

Nelle acque della Sardegna vivono numerose specie di squali, compreso lo squalo bianco, che frequenta prevalentemente aree lontane dalla costa e dai normali percorsi della balneazione. Il rischio per chi trascorre una giornata al mare rimane quindi estremamente contenuto. “È molto più facile subire il contatto con una medusa che essere attaccati da uno squalo nei nostri mari”, afferma Andrea De Lucia, ribadendo come questi animali evitino generalmente il contatto con l’uomo.
Il patrimonio dei pesci cartilaginei della Sardegna comprende squali, razze, mante e specie come verdesche e squali volpe, fondamentali per l’equilibrio biologico del Mediterraneo. Negli ultimi anni anche gli avvistamenti di mante mobule hanno dimostrato una crescente sensibilità della popolazione verso la loro protezione. “Sta crescendo a livello empatico l’idea che questi animali abbiano bisogno di aiuto”, evidenzia De Lucia, ricordando l’importanza della collaborazione tra cittadini e reti di recupero.
La principale minaccia per gli squali resta l’attività umana, tra pesca accidentale, sfruttamento indiscriminato, inquinamento e cambiamenti climatici che alterano profondamente gli habitat marini. La loro lenta capacità riproduttiva rende particolarmente difficile il recupero delle popolazioni in diminuzione. “La pesca indiscriminata sta portando problemi enormi ed è per questo che oggi servono più ricerca e progetti di conservazione“, spiega Andrea De Lucia, illustrando le priorità scientifiche per il futuro.
La Giornata mondiale degli squali diventa così un’occasione per promuovere una cultura della conservazione e valorizzare il ruolo scientifico svolto dal CNR di Oristano e dal Centro di recupero del Sinis. Difendere questi grandi predatori significa preservare la salute dell’intero ecosistema marino mediterraneo. “Conoscere gli squali ci aiuta a comprenderne il ruolo negli ecosistemi”, conclude Andrea De Lucia, lanciando un messaggio di responsabilità verso il mare della Sardegna e la sua biodiversità.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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