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Gli Editoriali de L'Unione Sarda

Il diritto alla mobilità – di Massimo Crivelli

today9 Ottobre 2025 28

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Il commento del 09-10-2025 – Il diritto alla mobilità

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    Il diritto alla mobilità – di Massimo Crivelli Giuseppe Valdes

Abituati come siamo, ormai da anni, alle discussioni sterili sulla continuità territoriale, e accontentandoci alla fine delle briciole che Regione e compagnie aeree lasciano sul tavolo sotto forma di miseri contentini per le tratte principali (Milano e Roma), siamo arrivati, senza rendercene conto, a considerare un male minore lo stato disastroso dei collegamenti interni e delle nostre strade.

Ala di un aereo ripresa da un finestrino al tramonto (Immagine simbolo)

La scandalosa vicenda dei cantieri infiniti di Cagliari ha riacceso i riflettori su una questione di estrema importanza, poiché riguarda uno dei diritti fondamentali: la libertà di movimento. Sulle trincee di viale Diaz e sui mille disagi quotidiani che si vivono nel capoluogo sardo si è già espresso, in maniera impeccabile, il nostro direttore Dessì in un editoriale in onda su Videolina.

Ben poco da aggiungere, se non che l’obbligo di utilizzare i fondi europei, la complessità degli appalti e la necessità di pensare alla Cagliari del futuro non possono diventare una giustificazione per i tempi biblici dei lavori. Né si può assistere, senza un moto di preoccupata perplessità, al rimpallo di responsabilità tra l’Arst e il sindaco Zedda.

Tuttavia, il discorso va allargato. Nei giorni in cui si è proceduto alle nomine degli Enti intermedi, fra i quali spicca la Città metropolitana di Cagliari, risulta evidente che l’integrazione tra il capoluogo e il suo vasto hinterland non si è mai compiuta a livello progettuale. Ogni giorno migliaia di pendolari arrivano a Cagliari, principalmente in auto, tramite la 130, la 131, la 554, la 196 e il famigerato viale Marconi.

In città li attendono un asse mediano ormai inadeguato, scarsità di parcheggi e cantieri infiniti. Per il viale Marconi, nel tempo, sono state tentate varie modifiche al senso di marcia, ma nessuna può risolvere il problema principale: da strada di collegamento tra Cagliari e Quartu si è trasformata in un’arteria commerciale congestionata.

Sulla 554, come ha raccontato di recente Andrea Manunza in un approfondito report, pesano tutte le criticità di una strada pericolosa e inadatta, un tormento per chi la percorre ogni giorno, soprattutto negli orari di punta. Il primo progetto di rifacimento risale al 2012, ma non se n’è fatto nulla. Perdura l’avvilente balletto di accuse incrociate tra Anas e i Comuni interessati dal tracciato.

Potremmo continuare ancora a lungo, ma ciò che conta sottolineare è che l’intera area metropolitana soffre l’assenza di un piano integrato che guardi oltre le esigenze dei soli automobilisti cagliaritani e tenga conto delle mutate necessità della collettività provinciale e del mancato raccordo tra i vari sistemi di trasporto.

Sul disastroso stato delle strade provinciali, troppo spesso teatro di gravi incidenti, dovremmo riflettere per chiederci come sia possibile che tali arterie restino abbandonate in una regione che si proclama turistica e che dal turismo ricava una parte consistente delle proprie entrate.

Servirebbe una cabina di regia, un piano complessivo di rilancio dei trasporti interni, ma è difficile pensare che possa essere affidato a una Regione che, negli ultimi mesi, ha dato pessima prova di sé su sanità e politica energetica. Né lo Stato, tramite l’Anas, sembra mostrare per la Sardegna le stesse attenzioni riservate ad altre regioni con maggior peso politico.

Eppure non possiamo permettere che sulla mobilità negata cali una cappa di rassegnazione. Va bene concedere, di volta in volta, un po’ di credito ai mirabolanti annunci degli assessori di turno, ma a tutto c’è un limite. Soprattutto alla pazienza.

Massimo Crivelli – vicedirettore de L’Unione Sarda

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