La carenza di posti letto negli ospedali della Sardegna riaccende il confronto tra Regione e operatori sanitari. Il direttore generale della Sanità, Thomas Schael, ha inviato un richiamo alle Aziende sanitarie ricordando che gli ospedali Hub non possono rifiutare il ricovero di pazienti provenienti dagli ospedali Spoke, soprattutto nei casi di emergenza e di patologie tempo-dipendenti. Anche in presenza di reparti saturi, le strutture sono chiamate a garantire la presa in carico attraverso una gestione flessibile dei posti letto o, se necessario, organizzando il trasferimento verso altri ospedali idonei. Emanuele Dessì, direttore de L’Unione Sarda, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Dal fronte sanitario arriva però una replica netta. I medici dell’Arnas Brotzu spiegano che il problema non è la volontà di assistere i pazienti, bensì l’assenza di spazi disponibili. Reparti pieni e pazienti costretti ad attendere nei corridoi rappresentano ormai una situazione quotidiana. Secondo i professionisti, un semplice richiamo al rispetto delle procedure non è sufficiente a risolvere un’emergenza strutturale che richiede nuovi posti letto, personale e una programmazione sanitaria capace di rispondere all’aumento della domanda assistenziale.
Il sindacato Cimo-Fesmed attribuisce l’attuale crisi alle scelte di programmazione sanitaria degli ultimi anni, indicando nella chiusura dell’Ospedale Marino una delle principali cause della riduzione della capacità assistenziale nell’area metropolitana di Cagliari. Oltre ai posti letto di Ortopedia, mancano infatti disponibilità in Chirurgia, Terapia Intensiva e Pronto Soccorso, con un carico sempre maggiore sugli ospedali cittadini, in particolare sul Brotzu. Il sindacato chiede alla Regione di ripristinare i posti letto mancanti, affrontare la questione delle retribuzioni accessorie dei medici e fornire risposte concrete. In assenza di interventi e tempi certi, non viene esclusa la proclamazione dello stato di agitazione per tutelare sia gli operatori sanitari sia la sicurezza delle cure.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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