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Albero della Vita, Lions e Rotary insieme per non dimenticare la storia di Cagliari Simona De Francisci e Sabina Corriga
Il cimitero monumentale di San Michele a Cagliari ospiterà sabato 1° novembre, alle ore 10, la tradizionale cerimonia dell’Albero della Vita. L’iniziativa, promossa dal Lions Club Cagliari Host insieme al Rotary, rende omaggio alle centinaia di vittime senza nome dei bombardamenti del 1943. A raccontarne il significato è Sabina Corriga, presidente del Lions Club Cagliari Host, realtà storica che nel 2027 celebrerà settant’anni di attività. «È uno dei service più importanti per i Lions, ma anche per il Rotary, che collabora con noi fin dalla nascita di questa cerimonia», sottolinea.

La cerimonia nasce nei primi anni Ottanta, quando venne riqualificata un’area del cimitero che ospitava una fossa comune con i resti delle vittime dei bombardamenti. In quell’occasione fu collocata l’opera dell’artista Tor Pintus, un albero realizzato in ferro e bronzo, utilizzando materiali recuperati dalle macerie della città. I rami sostengono foglie d’argento, simbolo di rinascita e speranza per Cagliari. «Siamo convinti che tutti debbano conoscere cosa accadde e rispettare quella storia», afferma Corriga, ribadendo il valore della memoria collettiva.
Alla commemorazione partecipano tradizionalmente autorità religiose, civili e militari, insieme al picchetto d’onore e ai rappresentanti delle istituzioni. Quest’anno la celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo monsignor Baturi. Corriga sottolinea anche la missione sociale dei Lions, un’organizzazione che mette competenze e disponibilità personali al servizio della collettività. «Un Lions è una persona profondamente realizzata nella vita professionale e personale, che decide di dedicare la propria competenza e il proprio tempo ad aiutare gli altri», spiega. Un impegno che per la presidente rappresenta anche un’eredità familiare, ispirata dall’esempio concreto dei suoi genitori.

Intervista a cura di Simona De Francisci
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