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Influenza, attesi milioni di casi: Bonanni spiega perché è importante vaccinarsi Simona De Francisci e Paolo Bonanni
La stagione influenzale si avvicina e la vaccinazione torna al centro delle strategie di prevenzione per proteggere la salute individuale e collettiva. A fare il punto è il professor Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all‘Università di Firenze, che richiama l’attenzione sull’importanza di non sottovalutare questa infezione. I segnali provenienti da diversi Paesi indicano che i primi contagi sono già stati registrati, anche in Italia. Le ultime due stagioni invernali hanno raggiunto numeri particolarmente elevati, con 12-16 milioni di casi.
«L’influenza, che a volte viene banalizzata, non è affatto banale: è la malattia infettiva che fa più danno alla popolazione», sottolinea Bonanni, evidenziando la necessità di prepararsi adeguatamente alla nuova stagione.

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a diverse categorie della popolazione, con particolare attenzione alle persone maggiormente esposte alle complicanze. L’offerta gratuita riguarda tutti gli adulti a partire dai 60 anni, le persone con patologie croniche dai sei mesi di vita e i bambini tra sei mesi e sei anni. Un’attenzione particolare è riservata anche alle donne in gravidanza, per le quali la vaccinazione rappresenta uno strumento importante di protezione durante tutti i trimestri. Gli anticorpi materni possono inoltre essere trasferiti al neonato attraverso la placenta.
«È fondamentale vaccinarsi in gravidanza», ribadisce il professor Bonanni, ricordando che le donne incinte presentano un rischio elevato di sviluppare una polmonite durante l’influenza. La vaccinazione protegge quindi sia la madre sia il bambino, soprattutto nelle prime fasi della vita.
Vaccinarsi non significa necessariamente evitare qualsiasi infezione respiratoria durante l’inverno, perché diversi virus possono provocare sintomi molto simili all’influenza. Oltre al virus influenzale circolano infatti Covid, virus respiratorio sinciziale, adenovirus e metapneumovirus. Questo spiega perché anche le persone vaccinate possano sviluppare sindromi respiratorie stagionali. La protezione offerta dal vaccino riguarda soprattutto la riduzione del rischio di sviluppare manifestazioni cliniche gravi, con conseguenze importanti sulla salute pubblica.
«La cosa fondamentale è che la vaccinazione previene le forme più gravi», spiega Bonanni, sottolineando la capacità di ridurre ricoveri ospedalieri, decessi tra le persone fragili e complicazioni prolungate, comprese le bronchiti. Un motivo in più per considerare il vaccino uno strumento essenziale di prevenzione.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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