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La Strambata

Riti sardi dei morti, le tradizioni che resistono all’avanzata di Halloween

micSimona De Francisci e Alessandra Guigonitoday30 Ottobre 2026

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Riti sardi dei morti, dai dolci tradizionali alle questue dei bambini: il valore della memoria e dell’identità culturale.

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    Riti sardi dei morti, le tradizioni che resistono all’avanzata di Halloween Simona De Francisci e Alessandra Guigoni

In Sardegna le celebrazioni dedicate ai defunti conservano tradizioni antiche, tra dolci rituali, tavole imbandite e questue infantili ancora praticate. L’antropologa culturale Alessandra Guigoni approfondisce il significato di queste consuetudini, che attraversano generazioni e raccontano il rapporto tra comunità, memoria e spiritualità. Accanto alla diffusione di Halloween, sopravvivono infatti usanze profondamente radicate nella cultura popolare isolana. «È importante mantenerle perché sono proprio la storia culturale dei sardi e la loro identità», sottolinea Guigoni, evidenziando il valore di un patrimonio da preservare.

Dolci Sardi

Pabassinos e pani ‘e sapa, il significato dei dolci rituali

Tra i protagonisti dei riti sardi dei morti figurano i Pabassinos, il Pani ‘e sapa, i Mostaccioli e gli Ossus de mortu, preparazioni legate alla commemorazione dei defunti. Questi dolci custodiscono ingredienti e sapori della tradizione contadina, come l’uva passa, chiamata pabassa, e la sapa, ottenuta dalla cottura del mosto d’uva. La loro preparazione richiama soprattutto il periodo successivo alla vendemmia, quando il mosto diventava un ingrediente prezioso. «Quale miglior modo di onorarli che preparare delle paste, dei pani e dei dolci particolari?», osserva l’antropologa.

Su mortu mortu e Is animeddas, l’identità delle comunità sarde

Un’altra consuetudine particolarmente significativa riguarda le questue dei bambini, che attraversano le case chiedendo offerte in memoria dei defunti. A seconda delle diverse zone dell’Isola, questa tradizione prende il nome di Su mortu mortu, Su Purgatoriu oppure Is animeddas. Insieme all’allestimento della tavola per accogliere simbolicamente i propri cari scomparsi, queste pratiche rappresentano un patrimonio ancora vivo soprattutto nei piccoli centri. Guigoni ricorda anche la circolazione internazionale di queste usanze: «Questa idea l’abbiamo esportata anche nel Nuovo Mondo», sottolineando gli scambi culturali legati alla commemorazione dei morti.

 

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 30-10-2026

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