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Interviste

Leggende sarde: Scultone, il Drago di Baunei e la Voragine del Golgo

today12 Gennaio 2024 1912 26

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Secondo una leggenda nella zona di Baunei viveva un drago chiamato “Scultone”

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    Leggende sarde: Scultone, il Drago di Baunei e la Voragine del Golgo Mariangela Lampis e Enzo Asuni

 

Sai chi è Scultone? Il Drago di Baunei? La Sardegna è costellata di leggende uniche, da personaggi di fantasia come Momotti o Maria Farranca, a fantastici esseri come i draghi. Ci sarebbe una leggenda, che si riferisce al territorio di Baunei e che parla di Scultone, un drago, il Drago di Baunei. Si configura come un essere rettiliforme, un drago, un basilisco, un gigantesco serpente che terrorizzava gli abitanti del luogo. Scultone pretendeva che gli abitanti della zona gli sacrificassero fanciulle vergini, ogni anno dovevano essere 7, e questo era l’unico modo per placare la sua collera ed evitare che divorasse l’intera popolazione. Si narra che si trattava di un drago capace di uccidere con il solo sguardo e che girasse, appunto, per le campagne nella zona di Baunei.

Scultone, il drago di Baunei. Immagine generata per mezzo dell’Intelligenza Artificiale

Come era fatto Scultone? il Drago di Baunei

Il mito del drago Scultone si dipana attraverso varie narrazioni, ciascuna arricchita da dettagli distintivi che ne plasmano la figura in modi diversi. Alcuni narratori tramandano la sua presenza sotto forma serpentiforme, mentre altri lo descrivono come varaniforme, conferendo al racconto una plasticità che si adatta alle interpretazioni culturali. In alcune versioni, l’essenza del drago si articola attraverso sette teste, di cui quella centrale è ornata da una croce o una corona di cristallo, simboli di un potere speciale. Si dice che colui che avesse osato conquistarla sarebbe stato destinato a godere di buona sorte per ben cinque generazioni. Nonostante le variazioni nelle leggende, una certezza emerge: il drago Scultone è indubbiamente un rettile, il cui corpo è protetto da un robusto manto di squame. Questo misterioso essere si presenta come una creatura dalle molteplici sfaccettature, capace di adattarsi alle sfumature delle storie e delle credenze delle diverse comunità che ne tramandano il mito.

L’intervento di San Pietro

La leggenda narra che fu San Pietro a mettere un punto a quest’incubo quando incontrò una delle fanciulle destinate a soccombere in segno di sacrificio. San Pietro si impietosì e decise di liberare quella stessa fanciulla e tutti gli abitanti dal flagello che aveva loro imposto il destino.  Si armò di specchio come Perseo contro Medusa e affrontò l’enorme Scultone limitandosi a guardarne solo il riflesso. Ci fu una lotta tra San Pietro e il drago, i due si affrontarono. Dopo averlo stordito con il suo stesso sguardo, San Pietro afferrò Scultone per la coda e lo fece schiantare a terra. Si trattava di un colpo così forte e terribile che sprofondò nelle viscere della Terra. Si creò così quella che oggi viene chiamata come la Voragine del Golgo.

La Voragine del Golgo (Foto: Sardegna Turismo)

La voragine del Golgo

E’ proprio a San Pietro che è stata intitolata una chiesetta che sorge vicino a quel luogo in cui venne sconfitto il drago Scultone. Fu eretta tra il 1600 e il 1700. In lingua sarda, la Voragine del Golfo, quella che si sarebbe originata dalla battaglia tra San Pietro e il drago, in lingua sarda è conosciuta come “Su sterru” o “S’Isterru”, che potrebbe derivare da “Su Disterru” che significa “scavo”, “abisso”. Si tratta di un inghiottitoio, una voragine carsica, a 500 metri di altitudine sul livello del mare e che vede il suo fondo dopo un salto di oltre 290 metri. Si tratta della voragine più profonda d’Europa.

Come arrivarci?

Come leggiamo da L’Unione Sarda: “Da Cagliari si può percorrere la Statale 125 verso Villaputzu e poi proseguire verso l’Ogliastra, raggiungendo Baunei. Nella zona di Baunei un’apposita segnaletica indica la direzione per “Su Sterru – Il Golgo”. Per una gita da 10 e lode lì vicino si accede alla Foresta di Bacu Canale e Pedra Longa. Facendo un po’ di trekking si arriva a Cala Goloritzè dopo solo 3 km.

A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda nella rubrica Social Trends. 


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