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Interviste

Sardegna, 30mila euro per tornare: «Servono politiche strutturali»

micSimona De Francisci e Daniela Falconitoday27 Ottobre 2026

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Spopolamento in Sardegna, Daniela Falconi punta su lavoro, servizi e qualità della vita

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    Sardegna, 30mila euro per tornare: «Servono politiche strutturali» Simona De Francisci e Daniela Falconi

Il bonus regionale da 30mila euro destinato ai giovani che scelgono di trasferirsi nei piccoli comuni riaccende il dibattito sullo spopolamento in Sardegna. La misura, pensata per favorire il ripopolamento dei territori, divide l’opinione pubblica tra chi ne riconosce le opportunità e chi evidenzia le difficoltà legate a occupazione, collegamenti e servizi. Daniela Falconi, presidente di Anci Sardegna e sindaca di Fonni, invita a superare una visione limitata agli incentivi economici: «Lo spopolamento non si combatte assolutamente semplicemente elargendo risorse economiche». La sfida richiede interventi coordinati e duraturi.

Spopolamento e Migrazione

Lavoro e servizi essenziali per rilanciare i piccoli comuni

Per Daniela Falconi, contrastare lo spopolamento significa intervenire sulle condizioni quotidiane che determinano la scelta di restare in Sardegna o trasferirsi altrove. Il lavoro rappresenta una priorità, insieme al sostegno alle imprese esistenti, alla creazione di nuove opportunità economiche e al miglioramento dell’istruzione. La presidente di Anci Sardegna sottolinea la necessità di una strategia capace di produrre risultati immediati e prospettive concrete per il futuro. «Preferiamo le politiche più generali che vanno a incidere su una serie di cose», afferma, indicando nella qualità della vita un elemento decisivo.

Sportelli pubblici nei paesi, la sperimentazione con l’INPS

Tra le iniziative per avvicinare i servizi ai cittadini figura la sperimentazione avviata attraverso un protocollo con l’INPS, che permette di utilizzare gli uffici comunali come punti di accesso all’assistenza previdenziale. L’obiettivo è ridurre gli spostamenti, soprattutto per anziani e persone con difficoltà motorie, garantendo un contatto diretto con gli uffici centrali. Falconi auspica inoltre di estendere questo modello ad altri enti, come Agenzia delle Entrate, Catasto e Abbanoa. «È una misura piccola e semplice, che però dà il senso di cosa noi intendiamo per avvicinare i servizi ai cittadini», conclude.

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 27-10-2026

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