play_arrow
Sas Dies Imprestadas: la leggenda dei giorni della merla in sardo Enzo Asuni
In italiano si chiamano i “Giorni della Merla” mentre in sardo li conosciamo come “Sas Dies Imprestadas” che significa: “I giorni prestati”.
A centrare è una leggenda ma prima partiamo da una piccola differenza. Se nel resto d’Italia i giorni della merla risultano il 29, 30, 31 gennaio, in Sardegna risultano, invece, solo il 30 e il 31.

La leggenda racconta che in passato gennaio avesse solo 29 giorni e questa storia risale proprio a quando il primo mese dell’anno era più corto. Era febbraio ad averne 30. Un pastore, molto soddisfatto di gennaio perché non aveva perso neanche un agnellino grazie al bel tempo che aveva caratterizzato tutto il mese, aveva attirato l’attenzione di gennaio stesso che, dispettoso e cattivo, siccome il mese stava finendo, aveva chiesto due giorni a febbraio per punire l’uomo.
Febbraio glieli prestò e gennaio causò talmente tanta neve, e freddo da morire, che il pastore perse tutte le pecore, tranne una. E perché si salvò solo una pecora? La pecora si salvò perché si era rifugiata sotto “unu labiolu” (la caldaia di rame che si utilizzava per fare il formaggio).
Sempre all’insegna del suo essere dispettoso, gennaio non diede più indietro quelle due giornate a febbraio, che le sta ancora aspettando.
Visualizza questo post su Instagram
Questa è la rubrica in sardo di Gianni Zanata, che dopo una breve pausetta, torna ad allietare i nostri mercoledì all’insegna di storie, leggende, parole e modi di dire in lingua sarda.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.