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Interviste

Tradizioni sarde: sa mexina de s’ogu, il rituale contro il malocchio

today4 Aprile 2024 3576

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Da sa mexina de s’ogu a su coccu, rituali contro il malocchio in Sardegna

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    Tradizioni sarde: sa mexina de s’ogu, il rituale contro il malocchio Mariangela Lampis ed Enzo Asuni

 

Il malocchio nell’isola si accompagna a “sa mexina de s’ogu” e a “su coccu”. In Sardegna capita spesso che superstizione e tradizione si fondano per dare vita a pratiche le cui origini si perdono nei meandri della storia ma che allo stesso tempo arrivano sino ai nostri giorni. Un rituale noto, nell’isola, è quello contro il malocchio, ancora fortemente radicato. Malocchio in sardo si dice “ogu malu” e il rituale che scaccia “s’ogu malu” è noto come “Sa Mexina de s’ogu” (traduzione: “la medicina dell’occhio”). Il malocchio è una magia potente che viene lanciata anche inconsapevolmente e che è difficile da scacciare. Giunge al malcapitato attraverso la semplice invidia e si attacca come una ventosa.

A lanciare il malocchio possono essere sia uomini che donne, che abbiano raggiunto almeno la prima giovinezza, e non per forza è sinonimo di cattiveria o volontà di fare del male. Una persona che lancia il malocchio può essere totalmente ignara del fatto che il suo sguardo celi quel potere, il potere de “sa pigada de ogu”. Come leggiamo anche nella sezione Leggende e Tradizioni di unionesarda.it, alla base del malocchio, della sua attivazione “ci sono spesso invidia verso il prossimo e le cose altrui. Anche complimenti eccessivi possono, di contro, suscitare, anche involontariamente, malefici” antichi.

Tra i rimedi abbiamo sicuramente

  • Sa Mexina ‘e S’ogu
  • Su Coccu o su Cocu

Sa Mexina de S’Ogu

Un rito svolto dalle guaritrici che tramandano le loro conoscenze di generazione in generazione. Il rito si svolge attraverso dei chicchi di grano che vengono gettati in un bicchiere d’acqua. La guaritrice, dopo aver chiesto il nome delle persona colpita, recita alcune preghiere, o is brebus, antiche parole magiche che vivono nel tempo perché tramandate oralmente di madre in figlia o di nonna in nipote. Se i chicchi si sollevano e si formano delle bollicine sulla superficie significa che c’è un maleficio in corso e occorre capovolgerne gli effetti.

Il ruolo delle donne guaritrici

Sa mexina de s’ogu contro il malocchio in Sardegna (Immagine generata con l’intelligenza artificiale da Radiolina)

La forma della bolla o della posizione che assume il grano svela alle guaritrici il sesso della persona che ha lanciato il malocchio ma anche il numero delle persone che l’hanno lanciato e la parte del corpo della vittima colpita. L’acqua non viene buttata ma viene utilizzata per bagnare il corpo, le giunture del corpo del malcapitato. Al rituale si accompagna il segno della croce e si invita la persona a berne un sorso. Viene buttata solo quella che rimane.

Amuleti contro il malocchio: su coccu

Ci sono poi tanti amuleti che sono utili a prevenire questi malefici. Il più diffuso è su cocu, una pietra liscia e dura che può essere di ossidiana o onice. La forma è sferica quasi a richiamare la forma dell’occhio. E’ simbolo del bulbo oculare. E’ s’ogu bonu che si contrappone a s’ogu malu. Su cocu assorbe gli effetti negativi, gli influssi malefici lanciati a chi lo porta. Una volta assorbita una forte energia negativa si rompe. Su cocu si attiverebbe attraverso is brebus o attraverso delle preghiere e, sempre secondo la tradizione, perché sia efficace, deve essere regalato da qualcuno che ci vuole bene. In passato veniva regalato dalle madrine di battesimo ai futuri nascituri come segno di protezione da occhi invidiosi. Altrettanto si faceva per le future spose: queste ultime erano solite ricevere in dono questa pietra come simbolo di protezione verso loro stesse e verso la relazione.

 

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A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends. 


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